Microsoft ha introdotto Xim, una nuova app – realizzata dai FUSE Labs – per condividere foto e slideshow, cui è possibile aggiungere delle brevi didascalie, dagli smartphone: disponibile per Android e Windows Phone, arriverà presto anche su iPhone. Al momento, l’applicazione è soltanto per il mercato statunitense e canadese… ma Microsoft Research promette d’estenderla ad altri Paesi. Uno strano esperimento, che riprende il meccanismo inventato da Snapchat e lo evolve per risolvere tutti i problemi e le preoccupazioni degli utenti.

Come funziona Xim? Basta scegliere una o più immagini dal rullino dello smartphone o da altre fonti come Instagram e selezionare dalla rubrica del telefono i contatti coi quali condividerle. Non è necessario che questi abbiano installato la app, perché la condivisione avviene sul web con un link che indirizza l’utente allo xim – ovvero, alla galleria fotografica – che può essere aggiornato in tempo reale. Quando il mittente decide di chiuderlo, le foto svaniscono come su Snapchat e i vari cloni che stanno comparendo sugli app store.

Un momento, ma Microsoft non aveva rilasciato WindUp allo stesso scopo? Perché pubblicare un’altra app con delle caratteristiche simili? È una domanda legittima — che riguarda anche Google, Facebook e Yahoo!. Stiamo assistendo a una continua proposta di nuove applicazioni per la messaggistica che ora s’appoggiano al numero di telefono, ora alla posta elettronica, ora pretendono di garantire l’anonimato. Qual è il motivo d’una tale diversificazione e quale soluzione prevarrà? Il rischio è d’andare in confusione e non riuscire più a comunicare.

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