Il tuo prossimo browser potrebbe avere l’aspetto del soggiorno qui sopra, perché Microsoft ha deciso d’accelerare la ricerca sulla domotica con SurroundWeb: un progetto che trasforma le pareti in schermi e riceve degli input dai tuoi movimenti — aiutandosi col Kinect o altri sensori della cosiddetta internet delle cose. L’obiettivo è quello di creare delle web room interattive che sfruttino qualunque superficie per mostrare testi, immagini oppure filmati. Un “bombardamento” d’informazioni che potrebbe essere controproducente.

Viviamo già nella information overload — ovvero, un sovraccarico dell’informazione che rischia quotidianamente di farci sfuggire l’essenziale. Primo e secondo schermo non bastano più: ovunque tu ponga lo sguardo, grazie a SurroundWeb, potresti visualizzare dei dati. Io penso che un progetto di ricerca sia sempre positivo e non voglio bocciarlo a priori, però preferisco osservare lo sviluppo di Project Tango che Google ha ispirato al Kinect. Un browser immersivo mi spaventa (e non penso che potrà essermi in qualche modo d’aiuto).

La domotica è una grande sfida che pone interrogativi altrettanto grandi sulla sua utilità. Ho elencato una serie di rischi che potrebbero derivare dallo sviluppo di soluzioni equivalenti, ma – ciò nonostante – credo che esplorarle sia doveroso: la scienza non può essere guidata dalla paura. SurroundWeb non è certo un pericolo, benché abbia dei forti dubbi sul contributo che possa dare alla società. È opportuno circondarsi del web? Ultimamente, io inizio a pensare d’apprendere molto di più nel momento in cui spengo il computer.

Photo Credit: Jin Kazamah via Photo Pin (CC)