Nelle scorse settimane Microsoft mi ha invitato a testare il nuovo Surface RT 2. Il primo impatto è stato decisamente migliore di quanto mi aspettassi. Il prodotto è leggerissimo e molto più elegante della versione precedente. Ha però ereditato le pessime tastiere integrate nella cover che già lo contraddistinguevano. Questa volta ho provato quella completamente touch, non quella meccanica che in linea teorica avrebbe dovuto essere meglio, scoprendo che invece è meglio la touch. Rispetto alla mia esperienza con il Surface Pro mi sono trovato decisamente meglio. Ci si scrive senza troppi intoppi, ma il touchpad lascia ancora molto a desiderare.

Lasciamo stare le specifiche tecniche e vediamo come mi ci sono trovato. Se avete mai avuto un netbook, questo ne è la perfetta evoluzione. Funziona. Funziona come un vero e proprio computer con cui lavorare in mobilità. Non scambiatelo però per un tablet. Anche se Microsoft lo vorrebbe posizionare più in questa fascia, o. Meglio nel mezzo, il Surface RT non è un tablet. Lo schermo da dieci pollici in formato 16:9 va benissimo se ci devi lavorare come davanti a un PC, ma non se lo vuoi usare come tablet. A meno che tu non ci installi sopra un’applicazione che i tuoi utenti devono usare. Mi è capitato per esempio di ordinare in un ristorante usando questo dispositivo e per una cosa del genere tutto sommato va pure bene.

Se il Surface RT era stato un flop da 900 milioni di euro, questa volta io mi sento di promuoverlo. Microsoft ha anche risolto il problema della visualizzazione dei caratteri. Almeno in parte: con questo Surface posso scrivere e gestire documenti con Office senza ciecarmi. E infatti questo post lo sto scrivendo sul Surface, utilizzando l’app di Word inclusa.

Freniamo però l’entusiasmo. La prima doccia fredda l’ho avuta quando ho scoperto che non potevo installarci Chrome. Sul RT occorre accettare l’idea di usare Windows Explorer. Benché migliorato, se sei abituato a Chrome fai fatica a starci. La cosa non vale solo per Chrome, ma per tutti i programmi. Puoi installarci solo quello che trovi sullo Store, che a dire il vero non è per nulla ben fornito.

Altra grana, invero da poco, ma piuttosto preoccupante, è che ogni tanto il feedback sonoro della tastiera scompare. Non è una cosa fondamentale, ci sta e tutto sommato, dopo un po’ di pratica, con questa tastiera ci scrivi decentemente. Però ti viene qualche dubbio sulla qualità del prodotto.

La presenza del bottone Start, reintrodotto con Windows 8.1, garantisce all’utente di avere sempre un punto di appoggio anche visivo. Il bottone c’era già sia sulla tastiera che sul tablet, ma ritrovarlo lì nell’angolo consueto da una certa rassicurazione. E finisci con l’usarlo come prima.

Una volta prese le misure a Windows 8 (sinceramente a me piace molto), ci si muove all’interno del computer con una certa nonchalance, anche se da utente Mac molto geek mi sento un po’ spaesato e trovo che manchino parecchie cose per cui nutro seri dubbi potrei trovare dei sostituti nello Store. Banalmente, dopo aver provato tre programmi per scrivere in Markdown ho ripiegato su Word. Non ho trovato un’app simile a Textexpander, una buona per usare Gmail (su Mac uso Mailplane) e così via. Magari sarà solo questione di tempo e certo se non venite da un Mac tutto sommato Office vi potrebbe bastare.

Se il nuovo Surface è decisamente evoluto, lo stesso non possiamo dire del suo caricabatterie e della stessa batteria. Se te lo dimentichi acceso si scarica in poco tempo: l’ho già detto, non è un tablet, ci devi stare attento. Il caricabatteria è un pezzo di plasticaccia che si connette tramite un dock magnetico. Un minimo di attenzione in più anche a questo non avrebbe guastato.

Ho già spiegwto perché secondo me gli ibridi non hanno futuro. Usando l’RT mi sono trovato nella strana condizione di volerlo usare come un tablet benché fossi cosciente del fatto che si trattasse di un computer. Un sostituto del netbook. L’RT si può trovare a 250 euro: anche il prezzo è in linea, nonostante i 289 euro dell’Pad mini siano lì. Quello però è un tablet vero e proprio, non è pensato per essere uno strumento di lavoro in mobilità come il Surface. A mio parere resta comunque meglio l’iPad mini, ma per sfruttarlo davvero per lavoro devi essere molto smart e accettare di cambiare del tutto il modo in cui lavori, oltre che dotarti di una tastiera vera in caso tu debba scrivere molto (sul mini scriverci non è così semplice).

Con l’í’RT invece puoi continuare a fare buona parte delle cose che facevi sul PC senza dover cambiare approccio. Diciamo che è un passo verso il futuro un po’ timido e conservativo. Questa volta però è un prodotto consigliabile a chi vuole un computer per lavorare in mobilità e un tablet per svagarsi con giochi base, film e foto. Niente lettura e niente scrittura con il Surface sulle ginocchia: queste cose risultano ancora piuttosto scomode. Per gestire file di Office è però l’ideale, anche meglio dell’iPad (Microsoft non ha ancora rilasciato l’app relativa): Word, Exel e Powerpoint sono una goduria. Outlook un po’ meno, ma questo dai, lo sappiamo. E poi si integra perfettamente con Windows versione desktop tramite SkyDrive. Mettete in conto però qualche difficoltà di gestione dovuta al pessimo touchpad e all’obbligo di usare Internet Explorer. Se però mi mettete davanti alla scelta fra questo l’iPad, continuo a preferire il tablet di Apple.