Oggi Silvio Gulizia è venuto a trovarmi portandomi in dono il nuovo Microsoft Surface Pro per una breve prova. L’abbiamo attaccato alla pesa di corrente, caricato per un po’, dopodiché ho connesso il mio account Microsoft a questo gioiellino. Non è stato troppo male: ho già scritto di quanto effettivamente il mondo Android possa imparare da Windows in quanto a coerenza di interfaccia grafica; la user experience che ho avuto è stata veramente positiva, anche considerato l’hardware sottostante, capitanato da un processore Intel Core i5, e sicuramente più prestante e capace del “ferro” presente nella versione RT.

Windows 8, beh, è Windows 8. In poco tempo ho configurato il mio utente e mi sono connesso alla mia cloud Microsoft sincronizzando i miei dati; pochi dati, perché la uso poco. Ho usato con successo e profitto il prodotto, anche se mi ha un pochino deluso Internet Explorer (o meglio, la gestione della sua istanza): ascolto tantissima musica su Bandcamp mentre lavoro, e purtroppo alla chiusura del browser si interrompeva il flusso audio, cosa che su qualsiasi OS desktop o similare non sarebbe successa.

Il problema vero è stato quando ho provato ad usare il tablet come tale: pesa troppo (anche forse per via dei materiali pregiati), e il feebdback che si ha prendendo in mano il prodotto con la cover voltata è orrendo. Avevo paura di premere tutti i tasti, fare un macello. Fortunatamente poi ho scoperto che oltre un certo angolo di rotazione la tastiera e il trackpad (minuscolo, ma ci sta) vengono disabilitati.

Nel complesso il giudizio è “meh“: buono Windows 8, buono il form factor, ma con l’ibridazione è ancora lontana dal funzionare.