In attesa di avere noi un Microsoft Surface Pro da testare, abbiamo spulciato un po’ fra le recensioni dei blogger americani che hanno avuto l’opportunità di testare uno dei nuovi laptop/tablet di Microsoft. È proprio su questo dubbio amletico che Peter Bright su Arstechnica ha puntato evidenziando come l’aggiunta di un processore Intel (Intel Core i5 di terza generazione con Intel HD Graphics 4000) e uno schermo ad alta risoluzione rendano il Surface originale un prodotto più caldo, spesso e rumoroso del gemello. MG Siegler, noto fanboi ed editorialista di TechCrunch, ne ha approfittato per sottolineare sul proprio blog come la ricerca di un compromesso porti su una strada pericolosa, dove si rischia di scontentare tutti i clienti.

Walt Mossberg su AllThingsD ha sottolineato come la versione Pro del Surface rappresenti un vero e proprio computer a prezzo decisamente ridotto, con in più tutte le funzionalità del tablet. Il motivo per sceglierlo è la possibilità di utilizzare quattro app fondamentali in versione desktop: Microsoft’s Word, Excel, PowerPoint e OneNote, praticamente il meglio della nuova suite Office 2013. Grazie al processore Intel questa macchina può far girare anche programmi per Windows 7 e non solo quelli destinati a Windows 8 Pro, il sistema operativo montato di base.

Anand Lal Shimpi su Anandtech nota come la potenza del Surface Pro, una volta collegato alla corrente, raggiunga quella di un ultrabook o di un MacBook Air 11″. Staccato dalla corrente il mix di Microsoft torna a lavorare con una potenza simile a quella di un normale notebook con Windows. I 4 GB di RAM e il disco SSD non sono neppure comparabili alla dotazione di un tablet o dello stesso Surface RT. Tutto questo però in un prodotto che è il 40 per cento più spesso del gemello e quindi un po’ meno portatile.

Concorda Tim Stevens di Engadget che boccia la modalità tablet. È un di più, qualcosa che permette di usare il Surface PRO tenendolo sulle ginocchia o posizionandolo in verticale su un tavolo, ma la pesantezza e la forma non ne fanno un oggetto comodo da maneggiare a lungo come un tablet.

Per Stevens per si tratta di una sfida avvincente: fondere tutta la potenza di un notebook con la portabilità di un tablet. Il Surface Pro ha tutte le carte in regola per essere decisamente più attraente del Surface RT per via del numero di app disponibili. Come ho sottolineato qualche post fa, i sistemi operativi sono morti, oggi tutto ruota intorno alle app.

Stevens ha notato come di default il PRO ingrandisce del 150 per cento le app quando queste sono usate in modalità desktop, il che è comodo solo se si sta usando il prodotto in modalità tablet. Basta cambiare le impostazioni di deafult però e tutto si risolve, anche se la cosa resta noiosa.

Pesantissimo il giudizio sulla tastiera incorporata nella cover: sembra quella dei vecchi netbook e il trackpad non è responsivo quanto vorrebbe. Poco male, viene da dire: ci saranno diversi modelli di Type Cover in commercio con cui sostituire quella di Microsoft, com’è per altro già per l’iPad di Apple.

Sintetizza la Reuters: le review dei blogger americani hanno gettato un’ombra sulle speranze dei Microsoft di rubare clienti all’iPad o al MacBook Air.