Mi sono portato in vacanza il Surface Pro. Il nuovo gioiellino di Microsoft. La recensione di Silvio Gulizia per Leo Hi-Tech è da standing ovation, ma io non credo se non vedo. Mi piace tenere le cose tra le mani. E poi ero curioso. Così, grazie alla disponibilità di Microsoft, ho potuto mettere il Surface in valigia per la Toscana.

L’ho usato per più di venti giorni. Ho navigato (con chiavetta WiFi della Tim), me lo sono portato in gita per la Strada del Vino e anche in spiaggia. L’ho testato e ne ho discusso con Tancredi Matranga e Raffaele Romeo Arena, amici e blogger “malati” di social come me. Volete sapere cosa ne penso? Evito paroloni e elucubrazioni tecniche da early adopter: Vi dico solo tre semplici cose che mi sono piaciute.

1) E’ un tablet, ma può tranquillamente essere paragonato ad un ultrabook. Veloce e dinamico come solo l’ultima generazione di portatili sa essere.
2) Il device non riscalda troppo. Anche in spiaggia non mi sono ritrovato una padella rovente tra le mani.
3) Il touch-screen è praticamente perfetto. Ottimo con le mani, ancora meglio con la pennetta.

Ok, calato il tris. Ma ci sono anche un paio di “contro” che, se volete comprarlo, dovete tenere a mente. Prendere nota.

1) E’ pesante: 900 grammi, quasi il doppio di un iPad. Quindi se volete una macchina competitiva come questa mettetevi il cuore in pace. Pesa.
2) La fotocamera non è niente di speciale. Non pensate di fare foto da antologia. Buona invece la qualità dei video.
3) Non ha connettività 3G/4G. Quindi per navigare vi serve una chiavetta internet. Oppure dovete connettervi al vostro smartphone. A voi la scelta.

Quanto costa? Allora: 889 euro la versione 64GB e 999 euro la versione 128GB. La tastiera costa 119€ (touch) e 129€ (meccanica)
Ultimo consiglio: se lo comprate, prendete anche la tastiera. Potrete usare il Surface come tablet e come laptop con facilità. Io la mia l’ho detta. Ora tocca a voi (ecco il sito Microsoft).

Ah, ancora una cosa: lo definirei un ibrido tablet/laptop decisamente interessante. Mi fate passare il nome di mini-ultrabook? Ai geek l’ardua sentenza. Non massacratemi, please.

Silvio De Rossi su @Twitter e @Facebook
(se vuoi butta l’occhio sulla mia rubrica Blogger Inside)