Qualcosa sta cambiando, in Italia. Lentamente e tra mille difficoltà, però sta cambiando: l’Umbria ha scelto di passare a LibreOffice – sostituendo le installazioni di Microsoft Office – per abbattere le spese della pubblica amministrazione. Il progetto porterà a installare la suite su settemila computer, duemila dei quali già nel 2014. Mille sono quelli della Provincia di Perugia, cinquecento della USL per arrivare a poco a poco all’obiettivo. Quanto risparmieranno? 228.000€ secondo le stime di Raffaele Mastrolonardo su ZDNet.

Se ricordi, ho accolto con cautela la notizia della circolare diffusa dall’Agenzia per l’Italia Digitale sulla preferenza del free software: scelte come quelle della Regione Umbria mi convincono a essere meno pessimista. LibreOffice, infatti, è una soluzione gratuita e open source che puoi installare su Windows, Mac OS X e Linux al posto di Microsoft Office. Gli Umbri spenderanno comunque 56.000€ – contro i 284.490€ che pagavano in precedenza – per il supporto commerciale e l’adeguamento delle infrastrutture. Un passo in avanti.

L’iniziativa è possibile grazie all’impegno di LibreUmbria, un gruppo locale legato alla fondazione LibreItalia promossa da Italo Vignoli che è pure il Direttore di (TDF) The Document Foundation — l’organizzazione internazionale. Prova a immaginare quanti altri progetti potranno essere attivati risparmiando più di duecentomila euro: mi riferisco ai servizi della pubblica amministrazione e dell’USL, non di tecnologia da vendere ai consumatori. Questo è il Paese in cui voglio vivere, non quello che rimanda l’adozione degli eBook.

Photo Credit: Antonio Picascia via Photo Pin (CC)