L’annunciato ritiro di Steve Ballmer, giunto sul finire della scorsa settimana, sembra essere ancora un tema caldo. Anche perché a quanto pare si tratterebbe di prepensionamento: secondo i report di AllThigsD e ComputerWorld infatti Ballmer sarebbe stato invitato dal board di Microsoft, Bill Gates compreso, a farsi da parte. Come ho scritto l’altro giorno, per lo zio Bill si tratta di una grande occasione: quella di rilanciare un’azienda che negli ultimi anni si è trasformata in un pachiderma incapace di individuare i nuovi trend del mercato tecnologico.

Alcuni veterani di Microsoft hanno indicato a Quartz i motivi della fallimentare gestione dell’azienda, individuando al contempo i rimedi. In sostanza, il nuovo CEO di Microsoft dovrà tagliare i rami secchi e le inutili partnership di cui l’azienda è piena. A quel punto sarà necessario dare sfogo ai talenti rimasti, rimuovendo l’organizzazione basata sullo stack ranking che, prevedendo il taglio dei dipendenti con il minor ranking, di fatto annichilisce la creatività, com’è successo anche in Google, dove a questo tipo di programma è attribuito il declino dei “progetti 20 per cento”. Al contempo è necessario sfruttare al massimo le proprietà intellettuali dell’azienda.

C’è poi la questione nuova XboX One. Marco Usai dal Gamescom di Colonia ci ha raccontato come Microsoft abbia dimostrato di puntare forte sulla comunità, ma non basta. Bisogna capire cosa può essere la nuova XboX e il nuovo CEO dovrà gioco forza trasformarla nella regina del salotto, vincendo la sfida con la Playstation 4, già in arrivo in Italia.

Il campo in cui Microsoft può crescere ancora è quello delle aziende. Prodotti come Azure e Sharepoint possono trainare la divisione e, scrive Quartz, fare di Microsoft l’Apple del software enterprise. Lo scorporo di Microsoft stessa in diverse aziende potrebbe aiutare, sia da questo punto di vista sia nel sostenere al meglio Windows e Windows Phone 8, affinché questo diventi il terzo player del mercato mobile.

Insomma, Microsoft non è certo nelle condizioni di BlackBerry, ma quello che è certo è che sotto il regno di Ballmer più che andare avanti l’azienda è rimasta ferma, mentre Apple, Google, Facebook e Amazon conquistavano la scena digitale e ora per gli uomini dello zio Bill c’è molto da lavorare per recuperare terreno.