Alla fine ha avuto ragione Steve. Il buon Steve. Così lo zio Bill ha dato il via libera all’acquisizione di Nokia da parte di Microsoft. Che succede ora? Succede che Windows Phone non è più un sistema per tutti. Già i Lumia erano in un certo senso privilegiati, a partire dall’arrivo alla direzione di Nokia di Stephen Elop, il primo CEO non finlandese e, guarda a caso, un uomo di Microsoft che ora torna alla base. Ora i Lumia diventano i Nexus di Microsoft.

Negli scorsi giorni Federico Moretti ci aveva raccontato delle mosse di HTC, intenta a creare un sistema operativo proprietario, una versione iper-personalizzata di Android, sulla scia del successo di Xiaomi, l’Apple cinese che ha costruito tutto sul proprio OS MIUI e la produzione di dispositivi di fascia alta a prezzi contenuti, praticamente clonando Apple, ma pur sempre alla cinese.

Ora anche Microsoft si piega alla legge di Steve: hardware e software sono un tutt’uno. Microsoft aveva già iniziato la virata con la produzione del Surface, di cui la nostra recensione ha messo in luce pregi e difetti. In attesa di conoscere le motivazioni ufficiali, è impossibile non pensare al fallimento di Ballmer nel mercato mobile, uno dei motivi per cui il Ceo di Microsoft è stato invitato a farsi da parte.

I futuri di Nokia, Surface e del nuovo Windows sono destinati a incrociarsi nella nuova direzione che il successore di Ballmer darà a un’azienda tutta da rifondare. In Ghostbuster Egon suggeriva di non incrociare mai i flussi, descrivendo così quello che sarebbe potuto succedere: Immagina che la vita come tu la conosci si fermi istantaneamente, ed ogni molecola del tuo corpo esploda alla velocità della luce. Poi però sappiamo tutti com’è andata a finire. Zio Bill compreso.