Microsoft Italia, in occasione di Global Game Jam 2014, la più grande hackaton dedicata allo sviluppo di videogiochi che si è svolta dal 24 al 26 gennaio 2014, contemporaneamente in tutto il mondo e anche in Italia (in diverse città tra cui Roma e Milano), è intervenuta sia durante la giornata milanese che in quella romana.

Leonardo.it ha incontrato Marco Agnoli, Direttore Technical Audience di Microsoft Italia, che ci ha raccontato l’impegno e la strategia di Microsoft per sostenere la formazione di giovani sviluppatori e lo sviluppo di app in ambito gaming, che impattano direttamente sulla collettività (foto by InfoPhoto).

Microsoft cosa fa per sostenere la formazione di giovani sviluppatori?

Crediamo che i giovani debbano essere accompagnati alla scoperta del proprio potenziale e che rappresentino una risorsa per tutto il Paese, per questo c’impegniamo per offrire formazione di valore. In particolare Microsoft dedica grande attenzione ai giovani sviluppatori e organizza numerosi training e occasioni di formazione e networking, grazie a cui possono confrontarsi con professionisti del mercato, maturare skill utili e ricevere supporto tecnico per dar forma alle proprie idee. Su base continuativa si tengono per esempio i Microsoft Dev Camp, dei laboratori pratici gratuiti che coinvolgono ciclicamente diverse città d’Italia e che rappresentano il modo migliore per iniziare a sviluppare o per testare le applicazioni con il supporto esclusivo di esperti Microsoft e della Community. Un’importante occasione di formazione è rappresentata, inoltre, dai programmi di accelerazione di start up, come AppCampus, creato insieme a Nokia, con cui offriamo supporto ai vincitori attraverso donazioni da 20mila, 50mila o 70mila euro, ma anche formazione specializzata attraverso la AppCademy. E per aiutare i migliori team a partecipare ad AppCampus organizziamo periodicamente il MAAC (Mobile App Accelerator Camp), un training strutturato in 48 ore che ha la finalità di mettere i giovani italiani impegnati nello sviluppo di giochi e app per la telefonia mobile, nella condizione di presentare più efficacemente i propri progetti in vista di AppCampus, offrendo coaching, consulenza finanziaria e di business, dotazioni tecnologiche e accesso gratuito alle versioni complete degli strumenti di sviluppo Microsoft. Ma la formazione non è un fatto episodico, ma continuo, che deve coinvolgere i più e meno giovani e i più e meno esperti, ecco perché la Microsoft Virtual Academy offre centinaia di corsi online gratuiti, realizzati in 12 diverse lingue da persone esperte, per aiutare non solo gli studenti, ma anche gli sviluppatori e gli IT Professional, ad imparare le ultime tecnologie, accrescendo le proprie competenze per una carriera professionale in costante progressione.

Cosa pensa Microsoft in merito al panorama della app legate al gaming?

I giochi rappresentano oltre la metà delle applicazioni mobile e si tratta di un mercato con un grande potenziale di crescita che in Italia non viaggia ancora al massimo delle proprie potenzialità. La maggior parte degli sviluppatori non nascono come professionisti, ma sono appassionati per cui lo sviluppo non rappresenta la prima occupazione. Questo rappresenta un fenomeno in crescita anche nel nostro Paese, ma dall’entità limita se comparato al Nord Europa, dove si concentrano la maggior parte degli sviluppatori di giochi in ambito mobile. Una ragione della vivacità dei Paesi nordici potrebbe essere l’esplosione di un gran numero di aziende di videogiochi che possono aver ispirato i giovani. Ecco perché è fondamentale raccontare queste storie di successo, cosa che Microsoft si ripromette sempre di fare durante gli eventi e i workshop che dedica agli sviluppatori e che è stato in particolare il nostro obiettivo in occasione dell’ultimo International Game Developer Summit a Games Week 2013, durante il quale siamo intervenuti accanto ad alcune start up come HeartBit Interactive, FunGo Studios e Mangatar, che anche grazie alla nostra piattaforma di sviluppo e al supporto ricevuto con i nostro programmi di formazione stanno ottenendo grande successo. Di fatto anche se il nostro Paese non è molto conosciuto a livello di sviluppo gaming, esistono delle punte d’eccellenza di start up che si sono sapute distinguere sviluppando giochi estremamente  popolari. È per esempio il caso di Big Bang Pixel, che ha realizzato Skiddy the Slippery Puzzle, un rompicapo che ha vinto il premio nella categoria Giochi e Intrattenimento agli SMAU Mob App Awards e che abbiamo supportato nella fase di perfezionamento del gioco e candidatura. Esperienze come questa devono essere valorizzare e condivise per stimolare i giovani a cimentarsi nello sviluppo di giochi che possono trasformarsi in un’attività di business e dare nuova linfa al mondo del gaming italiano.

Il gaming online è sinonimo di connessione tra le persone o isolamento?

Quello del gaming online è un mondo estremamente vivace e caratterizzato da un grande senso di socialità che in genere interessa sviluppatori e giocatori. Certo esistono anche casi di isolamento, ma in linea di massima, si tratta di esperienze patologiche e non di condizioni diffuse, proprio perché il gioco anche nella sua forma online è sinonimo di connessione e relazione anche se attraverso nuove categorie e nuovi strumenti che superano il vincolo della prossimità fisica. Questo è tanto più vero se si considera la prospettiva degli sviluppatori che in genere lavorano in team e che danno vita a vere e proprie community con cui è possibile interagire e condividere know-how. Comunicano e collaborano non solo nella virtualità, ma anche nella realtà, perché non mancano le occasioni di formazione e networking dove incontrarsi, stringere nuove amicizie e dar vita insieme a progetti originali. Quello di Global Game Jam è un esempio bellissimo, perché, durante l’hackaton globale che si è svolto proprio questo weekend, migliaia di sviluppatori di oltre 60 Paesi si sono cimentati per sviluppare un videogioco in 48 ore creando team sul territorio e mettendo a fattor comune le proprie conoscenze. Microsoft è intervenuta con i propri Evangelist e i Microsoft Student Partner offrendo consigli e supporto ai giovani di Milano e di Roma nel corso dei due eventi organizzati dal Politecnico di Milano e da Codemotion, ed è stato emozionante vedere la grande collaborazione tra i ragazzi e contribuire al loro processo creativo. Alcuni dei giovani si conoscevano già e altri si sono conosciuti in loco, ma il più delle volte sono amicizie destinate a durare e che arricchiscono il loro percorso di crescita personale e professionale, dando perfino vita a degli embrioni di start up.

Ma il gioco alla fine… E’ una cosa seria? 

Serissima, proprio perché come ho già sottolineato il gioco può trasformarsi in un business e non mancano gli esempi di start up di successo. Come accennavo quello del gaming rappresenta un mercato promettente, perciò imparare a sviluppare giochi può consentire ai giovani di inserirsi più facilmente nel mondo del lavoro e di dar perfino vita a un progetto imprenditoriale. Per aver successo occorre sempre riflettere sul target e sulla fruibilità del gioco anche a livello internazionale e curarne la presentazione sullo store online. Un elemento di valore è la diversity del gruppo di lavoro e la presenza nel team di competenze eterogenee, dallo sviluppo al design, dal marketing alla comunicazione. E se posso dare un consiglio ai tutti i giovani italiani: occorre essere ambiziosi e sperimentare e fallire senza abbattersi.