Dead man walking. È quello che diverse persone pensano di Microsoft dopo l’acquisto di Nokia. Nei giorni scorsi Vivek Wadhwa, vicepresidente della Singularity University e seguitissimo blogger del New York Times, aveva dimostrato di credere davvero poco alle possibilità di sopravvivenza del vecchio gigante. La soluzione proposta, la stessa individuata da alcuni anonimi veterani di Redmond, era lo spezzatino, come raccontato da PBS. Microsoft invece sembra percorrere la strada opposta.

Scriveva Wadhwa: C’è ancora una speranza per Microsoft. Ci sono persone e tecnologie valide nei suoi laboratori. Devono essere svincolate dalla burocrazia centrale ed essere libere di competere sul mercato prendendosi dei rischi. Non sono molto ottimista, tuttavia, non credo che questo accadrà. Temo che Microsoft percorrerà la strada di Kodak, RIM e Nokia – o anche quella della vecchia Unione Sovietica – travolti perché erano troppo preoccupati di proteggere il vecchio giardino.

John Herrman su Buzzfeed si è spinto a titolare: Paura di morire da soli: l’ultimo disperato piano di Microsoft per Nokia e Windows Phone. A me, nel mio piccolo, la mossa dello zio Bill, già preparata da tempo, mi ha ricordato una scena di Ghostbusters, quando Egon spiega ai colleghi quello a cui vanno incontro incrociando i flussi. La speranza c’è, ma è appesa a un filo. O meglio, a un incrocio pericoloso.

C’è poi da chiedersi che fine faranno Windows Phone e Windows RT. Su GigaOM Kevin Tofel si è dimostrato certo: Parliamoci chiaro, non li licenzierà più nessuno. La differenza fra l’acquisto di Nokia da parte di Microsoft e quello di Motorola da parte di Google sta infatti nel fatto che Mountain View ha mantenuto Motorola indipendente, mentre Redmond ha deciso di integrare in tutto e per tutto l’azienda finlandese, con Stephen Elop che rientra alla base e si candida per un improbabile ruolo di successore di Ballmer.