Lo zio Bill potrebbe tornare. Anzi, lo starebbe già facendo. Indipendentemente da come finiranno le ricerche per il nuovo CEO di Microsoft, il principale socio fondatore dell’azienda che ha rivoluzionato gli uffici di tutto il mondo è di nuovo in sella. Lo riporta Kara Swisher su Re/code: Bill Gates sarebbe tornato a occuparsi attivamente dell’azienda dal giorno successivo all’annuncio delle dimissioni di Steve Ballmer.

Benché gli esempi di fulgidi ritorni dei CEO non manchino (basti pensare alla storia di Steve Jobs), quello di Bill non sarà purtroppo un ritorno full time, come da molti auspicato.

Ho scritto purtroppo perché l’azienda e noi tutti abbiamo bisogno di lui. Benché non usi più da tempo prodotti Microsoft, riconosco a Seattle di aver fatto grandi passi avanti con Windows 8, ma questo è ancora molto distante dall’essere il sistema operativo del futuro. Più in generale, nonostante il Kinect, se c’è un uomo che è capace di avere una vision di quello che può fare Microsoft nel futuro questo è senz’altro Gates.

Certo, ci ricordiamo ancora di quando prendeva in giro Jobs per l’iPhone, ma chi meglio dello zio Bill ora? Siamo sinceri: chi c’è in giro in grado di guidare un’azienda così grande e complessa senza limitarsi alla sopravvivenza, ma spingendola nel futuro? Guardate quello che sta accadendo alla Apple Tim Cook: negli ultimi due anni sono stati presentati solo prodotti studiati per rincorrere la concorrenza, come iPhone con schermi più grandi e iPad più piccoli, meno costosi. È lo stesso che ha fatto Steve Ballmer a Microsoft: sul fronte mobile è stata una rincorsa dopo l’altra, senza successi e con flop come quello del Surface RT. Lo stesso sul fronte gaming, sigillato dal confronto fra PlayStation 4 e Xbox One.

Gates, che ha ancora il 4 per cento delle azioni di Microsoft, non tornerà in sella, ma potrebbe fare da coach per il prossimo CEO. Lo zio Bill è capace di investire ancora nel futuro e lo ha dimostrato lanciando un provocatorio premio per chi inventerà il profilattico 2.0. La minestra riscaldata è pur sempre una minestra riscaldata, ma tutto sommato la buona vecchia minestra alla fine potrebbe rivelarsi il toccasana ideale per un’azienda in crisi di identità, come dimostra il recente acquisto di Nokia.

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Photo Credit: jurvetson via Compfight cc