Anche se Google è diventato quasi sinonimo di Internet nell’immaginario collettivo, esiste tutto un mondo sommerso di “risorse invisibili”, conosciuto anche come deep web o dark web, non segnalate dalle normali ricerche. Il progetto Memex voluto dalla DARPA prova a rimediare, per combattere il crimine.

Il potente motore di ricerca messo a punto dal dipartimento per l’innovazione del ministero della Difesa USA, riesce a scandagliare in profondità, individua le pagine temporanee sfuggite all’indicizzazione, quelle composte da dati non strutturati che provengono da “dispositivi fantasma” e anche i file scaricabili che vengono rimossi dalla “nuvola” una volta che il destinatario li ha ricevuti.

Determinati siti, come il famigerato Silk Road, sono accessibili solo attraverso un sistema di comunicazione anonimo chiamato Tor (The Onion Router), ma Memex dichiara di non temere neppure i suoi protocolli, che consentono di nascondere la propria identità in rete “rimbalzando” da un computer connesso all’altro.

Il deep web viene utilizzato spesso da hacker e cracker ma i pirati informatici non sono gli unici a navigare in queste acque torbide, sfruttate da pedofili, terroristi e contrabbandieri di vario genere. Gli algoritmi del particolare motore di ricerca, in grado di “scovare un annuncio nascosto e individuare da dove parte” verranno quindi utilizzati per la lotta contro il crimine.

L’articolo della rivista Scientific American che presenta Memex attribuisce già diversi successi al software, attualmente impegnato sulla delicatissima questione del traffico di esseri umani.