Gli appassionati di download e contenuti multimediali da fruire in streaming e da downloadare sul proprio computer, conosceranno sicuramente Megaupload e i siti che ad esso fanno riferimento. Adesso è finita la pacchia!Gli smanettoni fan del download in rete dovranno trovare una strada alternativa a quella finora percorsa e affidata alla “trasparenza” in rete di Megaupload. A dirlo è l’FBI che ha non solo chiuso il sito ma ha anche arrestato il suo fondatore

Kim Schmitz, il padre di Megaupload, adesso, rischia fino a 50 anni di carcere per aver violato la legge del copyright danneggiando numerose compagnie che producono file multimediali. Danni per un valore complessivo di 500 milioni di euro.

Mentre i giudici americani mettevano il sigillo e il bavaglio a Megaupload, si scatenva la protesta in rete degli utenti, contrari a questi provvedimenti, sia su Twitter che sugli altri social network. Tra i cinguettii si è immediatamente fatto strada l’hashtag  #megaupload.

Il suo fondatore è stato arrestato in Nuova Zelanda e con lui anche altri tre dirigenti. La società invece era registrata ad Hong Kong e di proprietà della Megaupload Limited. Era poi sostenuta, almeno nella causa, da tante personalità illustri: si fa sempre l’esempio di Kim Kardashian, Alicia Keys e Kanye West.