Megaupload è tornato. Anzi, tornerà soltanto domani perché la data del 19 gennaio indicata da Kim Schmitz o Dotcom per l’apertura di Mega ha un problema di fuso orario: la Nuova Zelanda è undici ore avanti rispetto all’Italia, ma gli Stati Uniti tra le sei e le dieci indietro. Quindi dove risiede Schmitz adesso è il 20, però rispetto all’orario statunitense sarà ancora il 19 quando Mega aprirà le iscrizioni. Bisogna aspettare un po’ per provare il nuovo servizio. Fortunatamente, qualcuno ha già ottenuto un accesso privilegiato.

La descrizione più completa l’ha offerta Owen Williams di The Next Web. Mega offre, come anticipavo ieri, 50Gb gratuiti per chiunque scelga d’utilizzare la piattaforma: le sottoscrizioni a pagamento partono da $9.99 al mese per addirittura 500Gb e arrivano fino a 4Tb. Rispetto a MediaFire, che ha lanciato un’applicazione per Android, Mega garantirà la sicurezza dei trasferimenti senza costi aggiuntivi. Un aspetto da non sottovalutare, scegliendo un servizio di cloud storage. Soprattutto per la condivisione dei documenti sul web.

Se volete passare a un contatto il link al download dei contenuti salvati su Mega, infatti, potete scegliere di generare una chiave privata necessaria a scaricare i file: tutti i documenti sono crittografati per preservare l’integrità e la sicurezza degli archivi. L’interfaccia di Mega non è molto diversa da quella di Dropbox che probabilmente già utilizzate o avete provato, ma al lancio del servizio i limiti sono evidenti. Per esempio, funziona soltanto con Google Chrome e le applicazioni saranno create per Windows e Mac OS X.

Per evitare problemi legali, Schmitz ha sottolineato il rispetto del copyright: esiste una funzione per segnalare gli abusi e Mega potrebbe, come Dropbox e i concorrenti, effettuare dei controlli a campione denunciando la condivisione di contenuti protetti dal diritto d’autore. Ero preoccupato della longevità del servizio, considerando la fine di Megaupload, ma la politica della nuova piattaforma non dovrebbe incontrare degli ostacoli giuridici perché è uniformata a quella dei servizi equivalenti. Non ammetterà delle eccezioni.

In futuro, Mega proporrà la modifica online dei documenti come Google Drive e SkyDrive di Microsoft: unita ai 50Gb gratuiti, questa funzionalità rende molto appetibile la nuova piattaforma. In questa fase, però, acquistare 500Gb o più è quasi difficile perché non esiste un metodo di pagamento diretto. Occorre passare da uno dei partner di Schmitz che rilasciano il codice prepagato per Mega. Insieme all’obbligo d’utilizzare Chrome è un meccanismo piuttosto fastidioso che potrebbe compromettere il “decollo” immediato del servizio.

Con queste premesse, Mega può mettere in pericolo la popolarità di Dropbox? Aspetto di provarlo personalmente per esprimermi. Il servizio non avrà subito le applicazioni sui dispositivi mobili, non funziona con browser diversi da Chrome e la maggioranza delle feature cui è abituato un utente di Dropbox arriveranno soltanto col tempo. Schmitz e soci hanno grandi progetti per Mega e non obbligano a visualizzare la pubblicità durante l’utilizzo: dubito che sia un modello di business sostenibile a lungo. Vedremo se e quanto durerà.