Ricordate Megaupload, il servizio di archiviazione che insieme a Megavideo è stato uno dei principali strumenti per la condivisione di file e video (spesso contenuti illegali) alcuni anni fa? Bene, dopo la sua chiusura il suo fondatore Kim Dotcom è stato accusato dagli Stati Uniti di pirateria e danni arrecati al mondo del cinema e della musica per 500 milioni di dollari, a causa dei contenuti scaricati illegalmente attraverso il suo servizio. E’ stato arrestato nel 2012, ma ci sono voluti quasi 4 anni per l’arrivo di una sentenza da parte della giustizia della Nuova Zelanda che acconsentisse alla sua estradizione negli USA per rispondere delle accuse mosse nei suoi confronti.

Come riporta The Verge, ora la sentenza dei giudici neozelandesi è arrivata, ed il risultato è il seguente: estradizione negli Stati Uniti approvata. Sarebbero stati soddisfatti i requisiti necessari all’approvazione del trasferimento per affrontare le aule di tribunale, le sanzioni economiche e – da non escludere – la reclusione. Lo stesso Kim Dotcom prima della pronuncia della sentenza aveva rassicurato con un tweet i propri sostenitori affermando che sarebbe stato bene qualunque fosse stata la decisione dei giudici ed invitandoli a godersi il Natale.

https://twitter.com/KimDotcom/status/679199994625187840

Ora che però la sentenza è stata pronunciata non è detto che vedremo il creatore di Megaupload in viaggio per gli USA troppo presto. Gli avvocati hanno infatti già annunciato che faranno ricorso all’Alta Corte neozelandese con la speranza che venga annullata la precedente decisione. La speranza delle autorità statunitensi è ovviamente di riuscire a portare a termine il trasferimento, per fare di Dotcom un caso in grado di scoraggiare altri a seguire le sue orme, con la giustizia statunitense che si mostrerebbe in grado di arrivare anche oltre i propri confini geografici.