Il cloud storage di MEGA – la piattaforma che Kim Schmitz AKA “Dotcom” ha realizzato dopo il sequestro di Megaupload – è uscito dalla fase sperimentale: gli utenti possono già apprezzare una nuova interfaccia, ancora più essenziale della precedente, e attendere l’approvazione della app dedicata a iOS. Quella per Android è disponibile da mesi, mentre i client su Windows o Mac OS X e Linux saranno distribuiti entro la fine del mese. È tutto qui? Nient’affatto, perché la prossima sfida di Kim Dotcom è il cloud messaging integrato.

Non ho potuto fare a meno di chiedermi perché un servizio del genere dovrebbe approntare una soluzione per comunicare in tempo reale: le esigenze dei consumatori, infatti, sul backup sono altre. Perché dovrei chattare coi miei genitori o con la mia ragazza su MEGA, se fossi in trasferta per lavoro? Tutt’al più utilizzerei Skype o una delle tante implementazioni di WebRTC. Eppure, l’idea d’associare il VoIP al cloud storage non è del tutto sbagliata — se rivolta al target appropriato. Penso, per esempio, ai liberi professionisti.

Immaginate d’essere dei designer che devono sottoporre delle bozze ai propri clienti: MEGA concede 50Gb di spazio gratuito, sufficiente a ospitare progetti medio-grandi. Come potreste ricevere un feedback immediato sul lavoro eseguito? Anziché ricorrere ad altri strumenti, potreste farlo subito dalla piattaforma di storage — sulla falsariga di quanto propone Adobe su Creative Cloud. Studi e agenzie più vasti possono avvalersi dei servizi aggiuntivi a pagamento, sostenendo il freemium per l’utente finale. È un’ottima intuizione.