Vikram Kumar – che ha sostituito Kim Schmitz AKA “Dotcom” alla guida di MEGA – intende realizzare un nuovo servizio per inviare e-mail criptate, non ospitato negli Stati Uniti: è la reazione alla chiusura di Lavabit, che forniva un mail server equivalente ed è stato posto sotto sequestro dalla magistratura statunitense. Kumar l’ha definito «un onorevole atto di seppuku della privacy» e pensa che MEGA possa offrire al più presto un’alternativa. Lavabit, in effetti, aveva permesso a Edward Snowden di svelare l’esistenza di PRISM.

La prospettiva che MEGA realizzi un mail server criptato per i propri utenti è interessante e secondo me rientra nel modello di business aziendale. Dopo la concessione dell’estradizione di Schmitz, MEGA ha trovato in Kumar un ottimo Chief Executive Officer (CEO): non è fuori dagli schemi come il suo predecessore e propone delle novità all’avanguardia. Personalmente, utilizzerei più volentieri una webmail criptata del servizio di cloud storage. La sicurezza delle comunicazioni private dovrebbe essere garantita, in una democrazia.

Restano degli interrogativi sull’effettiva sicurezza del servizio. Se HTTPS può essere violato in trenta secondi, quanto occorre per decriptare una e-mail? Gli algoritmi di crittografia sono già noti e, di conseguenza, bypassarli è soltanto una questione di tempo e capacità di calcolo. Utilizzo spesso a questo proposito una similitudine con l’automobile: chi mai parcheggerebbe lasciando le portiere aperte e le chiavi nel quadro? La posta elettronica è ancora più importante e ricorrere alla crittografia dovrebbe essere abituale.