Finalmente, il nuovo Megaupload è accessibile a tutti dall’Italia: Mega propone un cloud drive con 50Gb gratuiti che possono essere aumentati acquistando dei voucher dai partner di Kim Schimtz o Dotcom come preferisce farsi chiamare. Ho voluto provarlo, prima d’esprimermi sul funzionamento e sulle differenze rispetto ad altri servizi equivalenti. La scelta d’obbligare all’utilizzo di Chrome, in questa fase, può essere uno svantaggio se si preferiscono altri browser… ma non è il problema principale. Quello riguarda la sicurezza.

Mega non ha commesso l’errore di MediaFire e la connessione sicura via SSL su HTTPS è attiva a livello predefinito. Insieme alla traduzione completa del portale in italiano, è l’aspetto più apprezzabile. Purtroppo, però, come sottolinea Michael Lee di ZDNet il servizio non permette di cambiare la propria password o di cancellare l’account appena registrato: se sei stato “hackerato” una volta, sarai “hackerato” per la vita. Pensando che Kim DotCom punta soprattutto alla privacy degli utenti sono limiti da rimuovere al più presto.

Insomma, Mega è stato lanciato in fretta e furia senza una grande cura dei dettagli. Saranno sviluppati dei programmi per Windows e Mac OS X, ma al momento il cloud drive è raggiungibile esclusivamente da Chrome: non è dato sapere quando arriveranno le applicazioni sui dispositivi mobili. L’utilizzo in sé è elementare e a grandi linee mantiene le promesse del primo annuncio. Tuttavia, per essere l’azienda della privacy quella di Kim Dotcom offre più interrogativi che certezze. Lasciare Dropbox, ecc. per Mega sarebbe un azzardo.

Registrarsi a Mega non è difficile, però il dominio me.ga è tuttora irraggiungibile e occorre usare mega.co.nz che dovrebbe essere temporaneo. Inseriti nome e cognome, e-mail e password (che non può essere cambiata) il servizio chiede di cliccare un link inviato con un messaggio all’indirizzo specificato per attivare l’account. Pare che alcuni Italiani abbiano avuto dei problemi: io, al contrario, sono riuscito a registrarmi senza difficoltà. Il File Manager di Mega è pressoché identico a quello di Dropbox, persino nelle icone.

La velocità, effettivamente, è impressionante: da Linux non posso usare il dragndrop e perciò non sono sicuro che Mega lo supporti, ma l’upload dei contenuti è davvero molto rapido. Caricato un file, il link da condividere è personalizzabile con o senza Key file come accennavo sabato. Consiste nell’hash che può essere copiato e incollato altrove per limitare l’accesso ai contenuti a chi lo possedesse. Inoltre, possono essere indicati il nome e la dimensione del documento. La gestione dei file avviene col clic destro del mouse.

Trovo che questa scelta sia piuttosto scomoda e poco intuitiva. Non sembra, per esempio, che esistano ancora delle scorciatoie da tastiera adatte a effettuare le stesse operazioni. Oltre alla gestione dei file, Mega permette d’aggiungere dei contatti col loro indirizzo e-mail e una cartella Inbox allude alla ricezione di contenuti condivisi in privato. Non è diverso da Google Drive o SkyDrive. Una cosa mi preoccupa: tutti gli accessi sono tracciati con sistema operativo, browser e indirizzo IP. La cronologia non è cancellabile.

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