Ieri, Evan Williams – che, insieme a Biz Stone, è stato il creatore di Blogger e Twitter – ha rilasciato un’intervista a TechCrunch sul significato di Medium: la piattaforma di microblogging che compie un anno e per molti è ancora un “mistero”. Williams ha una missione, che è quella d’avere successo dove la stampa avrebbe fallito. Il giornalismo non sarebbe in grado d’informare perché spesso «i giornalisti non conoscono l’argomento di cui scrivono» e l’integrazione delle notizie da altre figure professionali sarebbe essenziale.

Williams cita l’esempio del riscaldamento globale, che a mezzo stampa propone un’unica tesi apparentemente inconfutabile: il pianeta è surriscaldato a causa dell’uomo e delle emissioni d’anidride carbonica prodotte dall’industrializzazione. Tuttavia, gli scienziati non sono affatto concordi nel sostenerlo — ma è difficile trovare un giornalista che dia spazio a delle opinioni contrarie. Medium sarebbe uno strumento ideale per arricchire le notizie più “istituzionali” coi commenti degli studiosi e formare un’opinione consapevole.

Il percorso di Williams e Stone è affascinante. Dopo Blogger, che ha “superato” il concetto di blog e introdotto il cd. citizen journalism, i due hanno creato Twitter: il portale perfetto per le notizie dell’ultima ora. Medium è un ulteriore passo in avanti, perché permette d’estendere le informazioni pubblicate nei tweet con approfondimenti meno impersonali. Non ho mai utilizzato la piattaforma – che ritengo abbia dei limiti, per la scrittura in italiano – però sono convinto che il meccanismo debba essere emulato dalla stampa.