Evan Williams, uno dei creatori di Blogger e Twitter, è intervenuto personalmente a illustrare l’aggiornamento di Medium: l’ultima piattaforma di pubblicazione che ha concepito. Nonostante abbia già un anno d’esperienza alle spalle, Medium è considerato soltanto alla versione 1.0 — ovvero, quella che Williams considera la “rivoluzione” dello storytelling è appena cominciata. Cos’è lo storytelling? Significa letteralmente «raccontare delle storie», ma individua una forma editoriale precisa che s’accompagna al corporate blogging.

Nelle ultime settimane, anch’io ho iniziato a usare Medium – facendo degli esperimenti in lingua inglese, che non padroneggio come l’italiano – per qualcosa di diverso: raccontare cosa faccio come sviluppatore. Lo storytelling non è molto diverso e costituisce una variante del giornalismo (story nei paesi anglosassoni è l’articolo di giornale) in cui la notizia è rappresentata dall’esperienza. Esperienza che, solitamente, riguarda un prodotto o servizio. È la raccolta delle storie di un’azienda oppure di un’attività commerciale.

Cos’è cambiato in Medium? Le immagini di copertina sono più grandi ed è possibile gestire le collezioni selezionando i contenuti che possono esservi aggiunti. Nulla di trascendentale, perché la piattaforma era già perfetta così. Potrebbe essere «the next big thing», come sostiene Silvio Gulizia: un problema è costituito dall’impossibilità di pubblicare gli articoli sul proprio dominio, ma Twitter ha dimostrato che non è un requisito essenziale. Avrà davvero successo per lo storytelling? Le premesse sembrano proprio confermarlo.