Una colossale cybertruffa è stata scoperta e fermata da parte dei Carabinieri di Messina. L’indagine portata avanti dalla Dda guidata da Maurizio de Lucia ha permesso di fermare 5 malviventi, tutti della Calabria. Alcuni di loro avevano già dei precedenti in cybertruffe. I truffatori avevano sviluppato un raffinato sistema che aveva permesso loro di sottrarre ingenti somme di denaro dai conti correnti di molti italiani. L’elemento in comune dei truffati è che possedevano conti correnti online di banche che operano quasi esclusivamente su Internet.

I malviventi avevano utilizzato un sistema di attacco chiamato “man in the middle” che era il baricentro del loro sistema di truffa. Si definisce un attacco “man in the middle” quando qualcuno, in maniera silenziosa, si frappone tra due persone, alterando le comunicazioni tra loro e facendo pensare a questi due soggetti di stare ancora continuando a dialogare normalmente. I malviventi erano, infatti, riusciti ad alterare gli elenchi degli indirizzi PEC delle banche presenti su molti siti istituzionali, sostituendoli con ulteriori indirizzi creati ad hoc ed intestati ad ignare persone o a soggetti inesistenti.

In questo modo i malviventi erano riusciti a frapporsi tra i clienti delle banche online e le banche stesse ottenendo le credenziali d’accesso dei loro conti correnti. In questo modo hanno poi spostato delle somme di denaro verso conti correnti di altre ignare persone. Tali fondi sono stati poi convertiti in Bitcoin, una moneta digitale il cui sistema crittografico delle transazioni impedisce di essere identificati. I Bitcoin sono serviti anche per acquistare armi e munizioni nel deep web. Vale la pena sottolineare che questa maxi truffa informatica ha sfruttato le PEC che sino ad ora erano considerate sistemi sicuri per comunicare.