Non è la competizione a spaventare Volunia ma l’arroganza di quanti provano a fare il suo lavoro godendo degli sforzi compiuti dall’inventore del social network tricolore. Marchiori, dunque, lascia la sua creatura

Il direttore tecnico di Volunia, l’anti-Google italiano, ha deciso di abbandonare al suo destino la creatura cui ha dato la vita qualche anno fa, per una serie di motivi che illustra in una lettera di commiato inviata al Sole 24 Ore.

Nella lettera inizia con il dire che non sarà più il direttore tecnico e che non resterà nemmeno del giro, insomma Marchiori non ha intenzione di contribuire allo sviluppo futuro di Volunia con le idee e gli algoritmi, come in passato.

C’è solo una cosa che potrebbe farlo tornare sui suoi passi: un cambiamento repentino della situazione che tra l’altro non si è prodotta da un giorno all’altro ma sembra maturata in un tempo lungo, troppo lungo, praticamente da sempre.

Basta il secondo paragrafo della lettera per capire le allusioni di Marchiori che poi sono snocciolate pian piano. Marchiori ha ideato Volunia, ha creato un team di sviluppo e portato avanti il progetto, sfidando la sfiducia del mondo del web.

Ma manca un tassello: Marchiori non è l’ad dell’azienda e questo lo taglia fuori da parecchie decisioni. Formalmente le redini dell’azienda sono nelle mani di altri mentre a fare tutto il lavoro di amministrazione, sviluppo e rappresentanza è lui. Chi non lascerebbe in queste condizioni?