Si è chiusa un’edizione ricchissima per la Maker Faire. Il movimento dei maker è sempre più in crescita in tutto il mondo e l’edizione italiana ha avuto talmente tante candidature da spingere gli organizzatori a trovare una location, la Fiera di Roma, che potesse accompagnare degnamente questa partecipazione.

Le novità presentate dai maker sono state davvero molte, e sarebbe difficile sintetizzarle tutte. Tra tutte però spiccano due prodotti presentati da due market leader nel settore IoT. Da una parte la nuova board di alto livello Intel Joule, dall’altra il Siemens Simatic IOT2020, un gateway IoT aperto e versatile che mantiene piena compatibilità con Arduino, potendone sfruttare anche gli shields per espanderla in base alle proprie esigenze.

Alla presentazione di questo prodotto, rivolto a maker e studenti che vogliano sperimenatare nel mondo dell’industry 4.0, c’era anche Massimo Banzi, uno dei fondatori di Arduino, organizzatore della Maker Faire e una delle personalità più interessanti e incisive del nostro tempo. Banzi ci ha concesso un’intervista a margine della presentazione del Simatic IOT2020 in cui ha parlato della responsabilità di essere un padre fondatore del movimento dei maker e ha descritto quali sono stati, secondo lui, i risultati maggiori raggiunti con Arduino: