Con il termine Mac siamo soliti indicare i nuovi computer di Apple, ma vi siete mai chiesti perché si chiamano così? Mac è l’abbreviazione di Macintosh, il primo personal computer della mela (e della storia) con interfacccia grafica e mouse, lanciato sul mercato 30 anni fa, per la precisione il 24 gennaio 1984. Il Macintosh era ispirato alle McIntosh, collquialmente chiamate Mac, le mele rosse da cui si fa il succo di mela.

Il primo modello di Mac si chiamava in codice Macintosh 128K. Fu usato più che altro nelle scuole e a casa, ma negli uffici Microsoft e IBM diedero avvio a un dominio pressoché incontrastato

Dieci anni più tardi, dopo aver cacciato Steve Jobs, Apple introdusse sul mercato il Power Macintosh, la workstation con cui la mela entrò nelle redazioni dei giornali.

Jobs, tornato a Apple nel 1995, annunciò il pensionamento del Power Macintosh in favore del Mac Pro, che pochi mesi fa è arrivato sul mercato in una nuova edizione molto stilosa e più potente che mai.

Nel mezzo c’è stato (e c’è ancora) l’iMac, il primo computer colorato, all-in one, che col tempo ha cambiato sembianze fino ad arrivare a quello schermo ultrasottile con tastiera e touchpad wireless che potete comprare oggi negli Apple Store.

Infine, c’è il più piccolo della combriccola: il Mac mini, che non è altro che un parallelepipedo con il computer dentro, senza schermo, tastiera, nulla, solo il computer.

Ci sarebbe poi da parlare dei MacBook, i laptop della serie Mac che oggi si vedono in quasi qualunque serie TV americana. Tutto ebbe inizio con il Macintosh PowerBook (1991), poi noto solo come PowerBook (1997), a cui segui l’iBook (1999) e quindi il MacBook, prima nella doppia versione bianca e nera (2006) e poi in quella in alluminio unibody, che caratterizza ancora oggi i suoi successori, il MacBook Air e il MacBook Pro.

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Credit per le foto: copertina di MattsMacintosh via Compfight cc, gallery Dana Sibera (Danamania), Grm wnr, Akira Kamikura, Haotian0905, Paul Hudson from United Kingdom, Wiki637, Running, Jared C. Benedict