Da qualche giorno è ormai in giro la mia opinione sui nuovi MacBook Air. Essenzialmente ho sempre snobbato un po’ gli ultrabook per via dei componenti troppo miniaturizzati, anche se ce ne sono alcuni (come i nuovi HP Envy) che, devo ammetterlo, meritano tanta, tanta attenzione. Ma il più alto grado di attenzione, secondo me va dato allo scontro interno che si gioca tra MacBook Air e MacBook Pro, due prodotti della stessa casa produttrice, rivolti a due categorie essenzialmente diverse.

Ne parlavamo proprio l’altro giorno con Silvio Gulizia, mentre lui scriveva un pezzo e io mi prendevo bellamente un caffè: ci sono pregi che l’Air ha, e che il Pro non ha, e viceversa. Dato che fare un confronto con le gamme attuali sarebbe scorretto, mi baso su dei pronostici: se infatti il MacBook Air di adesso batte sicuramente il MacBook Pro, non è detto che tra qualche tempo questo assioma sia vero. Ormai un MacBook Pro Retina è quasi vecchio, e Apple ha quasi certamente in programma un aggiornamento anche per il suo laptop più venduto.

Il MacBook Pro “rischia” di vedere un aggiornamento corposo, dato che nell’ultimo update è stato solamente introdotto il display Retina insieme a un appiattimento generale della scocca.  Probabilmente lo vedremo aggiornato (prima cosa che personalmente mi fa spalancare gli occhi) con una CPU Haswell e una migliore batteria, il che significherebbe andare oltre le 7 ore attuali per attestarsi probabilmente sulle 9 del MacBook Air 11″, che giocoforza consuma un po’ meno; basterebbe introdurre una batteria leggermente più capiente, e la nuova CPU ottimizzata proprio per minori consumi farebbe il resto.

Un altra cosetta di cui prendere nota e ricordarsi bene è che Apple ha detto che la sua memoria flash PCI-e arriverà anche su Mac Pro a breve: questo significa che presumibilmente, oltre il bombolone tanto chiacchierato negli ultimi giorni, Apple ha intenzione di far approdare questa tecnologia anche sul MacBook Pro. Che cosa si evince da queste considerazioni sui futuri update del Pro? Che la questione è solo una: le esigenze.

Per forza di cose il MacBook Air ha una potenza di calcolo ridotta all’osso (per essere un i5 intendo), dato che non deve scaldare eccessivamente e fondere la motherboard; di contro, il risparmio in potenza di calcolo è il minimo sindacale: sono giorni infatti che Silvio si lamenta che la sua tastiera scotta, che d’estate l’Air ha la febbre. Questo succede banalmente ad ogni laptop fanless (ossia senza ventola), oppure nel caso specifico a causa della miniaturizzazione della tecnologia che non fornendo un’adeguata apertura della scocca causa un surriscaldamento generale. La situazione non sembra migliorare con i nuovi modelli, quindi il monito è uno solo: scegliete in base alle vostre esigenze.

Se siete disposti a tollerare un laptop che d’estate ha la febbre, con una potenza di calcolo con qualche limite, seppure molto piccolo, ma molto leggero e sottile, il MacBook Air è la macchina che fa per voi.

Diversamente, se volete una macchina che non si scalda se non sotto grosso sforzo (e per grosso intendo macchine virtuali, compilazioni, piccole analisi di dati e ogni software veramente impegnativo per una macchina) e non dipendete dal peso del computer e dalla sua “stazza”, il MacBook Pro eccelle: a fronte di una potenza a livello hardware molto superiore (se sviluppate, ad esempio, vi servirà), avrete comunque un computer che pesa relativamente poco e snello, dato che forse la scocca verrà ridotta ulteriormente.

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