Qualche giorno fa Lytro, una piccola azienda con sede a Mountain View, ha annunciato la messa in commercio a partire dal luglio di quest’anno della nuova fotocamera Lytro Illum. L’azienda ci aveva provato già sei anni fa quando propose la sua Field Camera, una sorta di parallelepipedo in grado di riprendere una stessa scena scattando più fotografie in sequenza con diverse parametrizzazioni della fotocamera (es. messa a fuoco, profondità di campo, esposizione…) mettendo in atto in sostanza una sorta di HDR evoluto.

A differenza di quanto avviene con l’HDR però, in questo caso l’insieme delle fotografie così ottenute e impacchettate a dovere, grazie alla navigazione permessa da un software dedicato, permettevano all’utente non solo di scegliere a posteriori lo scatto migliore per messa a fuoco e caratteristiche di luce ma anche di rivivere l’attimo congelato che acquisiva di fatto una nuova dimensione.

La prima versione della fotocamera non ebbe grandissimo successo ma l’azienda, evidentemente convinta che questa sia una vera rivoluzione in campo fotografico, oggi ci riprova con la nuova Lytro Illum che grazie alle caratteristiche tecniche notevolmente migliorate permetterà di navigare il cluster di foto cambiando anche l’angolo di ripresa, il che rende l’esperienza realmente 3D.

Tanta tenacia forse ha i suoi fondamenti. Infatti verso la metà del 2011, qualche mese prima di morire Steve Jobs incontrò Reg Ng il CEO di Lytro. Steve, che senza ombra di dubbio per le rivoluzioni nel campo della user experience aveva fiuto, vide in quella tecnologia l’opportunità di arrivare a portare, ancora una volta prima degli altri, i suoi device mobili laddove nessun altro era arrivato prima. A dimostrazione di ciò c’è un brevetto a nome di Apple accettato dallo United States Patent and Trademark Office nel novembre del 2013 ma depositato nel settembre del 2011, dall’inequivocabile titolo Digital camera including refocusable imaging mode adaptor.

E forse proprio qui starà la chiave del successo di questa tecnologia: diventare prêt-à-porter, alla portata di tutti i possessori di uno smartphone. In caso contrario non so quanti acquirenti saranno disposti a spendere quasi 1.600 dollari (questo sarà il prezzo di vendita al pubblico) per una fotocamera che ha il costo di una reflex pro entry level ma che non dispone della stessa versatilità (per esempio non è dotata di ottiche intercambiabili).