Google è sulla cresta dell’onda in questo ultimo periodo per tanti motivi legati allo sviluppo e alla presentazione dei prodotti, al rientro in pista di Larry Page e per una serie di questioni commerciali relative alla concorrenza con Apple. 

Google attualmente ha almeno due questioni aperte: la prima è una battaglia commerciale con Apple relativamente al servizio mappe che l’azienda di Cupertino ha abilmente bypassato con il rilascio dell’ultima versione del sistema operativo mobile. Il sostituto di Google Maps non sembra comunque all’altezza di Mountain View.

La seconda questione aperta, invece, è una battaglia relativa alla concorrenza tra il motore di ricerca di Google e gli altri motori di ricerca non indicizzati nelle liste di risultati di BigG.

Oggi però parliamo di un’altra “apertura” di Google che è quella delle porte dei server. Anche Google, infatti, possiede degli stabili in cui tutte le informazioni che circolano nel web possono essere rintracciate, in un modo o nell’altro.

Per questioni facilmente comprensibili di privacy, non si tratta di stanze accessibili a tutti, eppure, sulla base delle fotografie disponibili in rete, si tratta di uno dei luoghi più affascinanti del mondo iperconnesso.

Proprio per questo Google ha dato vita al sito Where the Internet Lives con le foto dei data center del gigante di Mountain View.