Ricevendo dei costanti aggiornamenti sulla triste situazione del digitale nella scuola pubblica italiana, ho iniziato a guardarmi attorno — scoprendo che in Grecia adottano da quasi un anno quella stessa soluzione che io avevo proposto giusto un paio di settimane fa. Linux Terminal Server Project (LTSP) è un progetto che permette d’utilizzare dei sistemi operativi virtualizzati sui thin o i fat client e le scuole elleniche l’hanno introdotto a gennaio, coprendo il 57,7% di tutte le installazioni già mappate dall’organizzazione.

Ovviamente, non tutti i terminali che utilizzano LTSP sono riportati nella mappa ufficiale: è indicativo, però, che l’Italia s’attesti appena all’ottavo posto con l’1,6%. Non siamo proprio al livello cantato da Giorgio Gaber – che lamentava come «lo Stato, peggio che da noi… solo l’Uganda» – ma neppure ai vertici europei. Il Regno Unito ha un numero inferiore d’installazioni, soltanto perché gli investimenti permettono d’avere gli stessi risultato con dei computer più costosi. Perché, potendo risparmiare, non dovremmo adeguarci?

Cambiare le cose in un Paese che prevede tre tipologie diverse d’amministrazione – le Regioni, le Province e i Comuni che s’aggiungono allo Stato e ai Provveditorati – «schiacciate» da una burocrazia insostenibile non è semplice. Tuttavia, l’adozione di LTSP apporterebbe dei vantaggi che superano il risparmio economico: delle installazioni centralizzate di Linux permetterebbero un controllo totale dei terminali agevolandone la manutenzione ed escludendo gli utilizzi impropri. L’hanno fatto in Grecia, perché non farlo in Italia?

Photo Credit: Andy Melton via Photo Pin (CC)