È “Listen Now”, la nuova arma di Google per convincere i consumatori ad acquistare musica online: apparso negli Stati Uniti, è un pulsante che appare a mo’ di pubblicità sotto le informazioni del Knowledge Graph sul motore di ricerca. Gli acquisti – o, meglio, gli ascolti – possono essere effettuati con un clic su Play Music, Rhapsody e Spotify [vedi gallery]. A seconda del servizio selezionato, infatti, potrebbe essere disponibile un MP3 da scaricare o un link all’ascolto sul servizio in abbonamento. Non è una novità assoluta.

Big G aveva già proposto un tasto “Watch Now” per i contenuti di Play Movies e, soprattutto, da YouTube è possibile acquistare gli MP3 dei videoclip. La mossa di Google su “Listen Now” è intelligente, perché – oltre a promuovere il ricorso a Play Music – porterà l’azienda di Mountain View a monetizzare ulteriormente le ricerche su artisti e gruppi musicali: qualcosa di simile a “Buy Now” di Twitter e “Buy” di Facebook, che dà la priorità a un servizio di streaming e acquisti musicali interno. Sarà un vantaggio per i consumatori?

È curioso, però non stupisce, che fra i servizi selezionabili da “Listen Now” appaia anche Beats Music — acquisito da Apple per tre miliardi di dollari. Facendo da tramite, Google può guadagnare a prescindere dalla piattaforma sulla quale l’utente decide d’acquistare un prodotto: è uno dei motivi per cui Big G sceglie di distribuire alcune applicazioni su iPhone, ancora prima che arrivino su Android. L’importante è aumentare gli introiti e questo nuovo pulsante rientra perfettamente nella strategia consolidata di Mountain View.

Photo Credit: Martin Lewinston via Photopin (CC)