Da lunedì prossimo Instagram cambierà le impostazioni per la privacy. Ne abbiamo parlato un sacco e personalmente dai giorni caldi di dicembre quando c’era chi pensava che avrebbe iniziato a vendere le nostre foto il mio entusiasmo per il network è andato un po’ scemando. Oggi Emanuele DelBono mi ha suggerito di guardare un video relativo a Instagram che mi è parso utile condividere con voi.
Chiariamo un attimo una cosa: Instagram non ha nulla a che fare con la iPhoneography o la mobile photography (o la smartphoneography che qualcuno prova a sostenere, una specie di arte di non fare foto a cazzo con l’iPhone). Instagram è un social network. Una roba tipo Facebook, che guarda a caso se l’è comprata: uno strumento per farci condividere emozioni e poi vendersele a chi di mestiere fa pubblicità. Date un occhio a quello che può fare Instagram con i vostri dati prima di obiettare che così tolgo fascino all’app.
Le prime vittime di questo meccanismo di social media marketing sono stati gli Instagramers. Oramai sono legati a doppio filo con i brand, i quali hanno un’estrema necessità di arruolarli per promuovere i proprio prodotti. Gli Instameet sono così diventate eventi promozionali di questo o quel brand. Sarebbe necessario un ritorno alle origini, quando Instagram era il luogo di ritrovo di una nicchia di iPhoneographer che condividevano i proprio migliori scatti. Ma non sarà mai più così.
Ecco invece cos’è diventato Instagram: un social network in cui condividere foto a cui è stato applicato un filtro capace di trasformarle in qualcosa di eccezionale agli occhi dell’autore del post. Fabio Lalli ha sostenuto che Instagram sta alla fotografia come gli MP3 stanno alla musica e ha sempre più ragione Non è solo questo, ma se vi fate un giro nei popular vi rendete conto che oggi Instagram è soprattutto questo. Guardate il video qui sotto e ditemi se non è davvero così.