Contro ogni mia aspettativa, una nuova indagine AxiCom sostiene che sì, la gente usa LinkedIn. Molto più di quanto ci si aspetti. Lo fa più che altro per consumare e condividere informazioni relative al proprio lavoro. Solo una minoranza degli intervistati (14%) considera questo canale non ancora maturo in Italia, mentre il 38% ha fiducia che si tratti solo di una questione di tempo.

Ecco lo spaccato di LinkedIn In Italia da comunicato stampa: Questo canale mostra ancora alcuni freni e non è ancora utilizzato appieno per una declinazione comunicativa. Dalla ricerca, emergono tuttavia differenti opportunità. L’82% degli intervistati possiede un account LinkedIn, che utilizza regolarmente (60%). Tra questi, il 39% usa questo canale non solo per networking e avere visibilità dei propri contatti professionali (66%), ma come fonte di contenuti e spunti per la propria attività professionale, superando chi usa questo strumento per opportunità di lavoro (28%).

Insieme ai professionisti della comunicazione sono gli account aziendali e quelli degli opinion leader a essere maggiormente presenti. Se quattro su dieci seguono pagine aziendali su LinkedIn in qualità di membri o moderatori, quasi la metà degli intervistati afferma di farlo perché considera le pagine LinkedIn delle fonti. Il 69 per cento di quelli che hanno partecipato al sondaggio è convinto che, specialmente nel B2B, le aziende dovrebbero utilizzare LinkedIn per comunicare.

Altri dati ancora da comunicato stampa: Oltre alla possibilità di interazione con l’azienda e altri professionisti (77%) e al contatto preferenziale con le imprese (63%), le pagine LinkedIn aziendali offrono come valore aggiunto nei confronti di stampa/blogger e altri utenti professionisti la possibilità di dialogo con operatori ed esperti del settore (50%), oltre che contenuti su misura (36%). Tra i contenuti ritenuti più interessanti emergono i punti di vista di esperti aziendali (74%), documenti in anteprima (52%), articoli a tema e news (30%).

Nonostante questo però, la qualità delle pagine e dei gruppi su LinkedIn esistenti è valutata sufficiente solo dal 57% dei partecipanti. I principali problemi sono la scarsa interazione (39%), la mancanza di aggiornamenti e di reattività nelle risposte (35%) e l’assenza di contenuti locali (30%). Io ci aggiungerei il continuo spam che viene fatto tramite questo canale direttamente nella tua casella di posta elettronica, salvo accorgimenti sulla privacy.

Nelle scorse settimane LinkedIn ha iniziato ad abilitare un’interessante funzione per le aziende: la possibilità di bloggare direttamente sul network. Un’opzione interessante, già sfruttata fra l’altro da professionisti come il CEO di Zite Mark Johnsonche l’ha utilizzata per spiegare che lascerà l’azienda acquistata da Flipboard.