Avete mai pensato di cancellarvi da LinkedIn? Io sì. E pure più di una volta. Anzi, lo sto ripensando tutt’ora. Dopo aver scoperto che LinkedIn dà in giro la mia email ho cambiato la email con cui uso il network, ma avendo disabilitato le notifiche per proteggere la mia privacy sono tornato a visitarlo solo dopo qualche settimana. Ne ho sentito la mancanza? No. Ho perso contatti importanti? No, giusto un paio di comunicazioni che poi così importanti non erano. Meglio, non per me, molto di più per le persone che mi avevano contattato, certo, per loro sì. C’era un messaggio personale, affidato a LinkedIn in risposta di una mia vecchia richiesta di contatto. Vale la pena tenere aperto un account su LinkedIn?

In tempi di carestia ogni buco è galleria, dice un vecchio e brutale adagio quanto mai adatto a spiegare come mai LinkedIn sia divenuto così popolare oggi giorno. Lavoro non ce n’è e la gente si affida sistematicamente a Internet nella speranza che questo abbia un qualche lavoro anche per loro. Peggio, ci sono cialtroni di ogni generazione in giro convinti di essere autorizzati a riversare le peggio porcate nei nostri account quasi fossero caselle delle posta da riempire di volantini che nessuno legge. In questo situazione generale, vale la pena tenere aperto una account social in più?

La risposta sarebbe un no deciso. Il motivo per cui finora non mi ero cancellato è che ero il primo a utilizzarlo come strumento di comunicazione per generare traffico sui miei siti. Questo perché ancora qualche mese fa LinkedIn generava più traffico di Twitter, ma a oggi le mie statistiche registrano, a parità di numero di post, un traffico irrisorio generato dal social del lavoro.

Qualcuno mi deve spiegare l’utilità di LinkedIn. Dal punto di vista lavorativo può anche essere utile a un certo tipo di figure (manager, sviluppatori, social media xxxx), ma per la stragrande maggioranza delle persone è più o meno inutile. Salvo dedicargli parecchie ore al giorno, cercando endorsement a destra e manca senza neppure capire di che si tratta. Tempo che se fosse speso su Facebook per curare lo stesso tipo di relazione, mi duole dirlo, renderebbe molto meglio, almeno per tutti quanti si occupano di comunicazione e settori affini, o di qualunque altro settore che non sia uno di quelli sopra citati.

Più che un’analisi questo post rappresenta una sfida: sapete indicarmi tre motivi per non cancellarsi da LinkedIn? Postateli qui sotto, proverò a raccoglierli insieme alle vostre esperienze, se vorrete raccontarle. E se non c’è ciccia, tanto vale farla finita qui.