LinkedIn ha dichiarato guerra a Twitter da quando questi ha deciso di non permettere più ai propri utenti di condividere automaticamente i propri post su LinkedIn. Una scelta che potrebbe cambiare la storia dei due social network, con LinkedIn che negli ultimi mesi è divenuto sempre più simile a Twitter. Sempre più strumento di informazione che social network.

Da un paio di giorni ho attivato in Buffer la condivisione su Twitter e LinkedIn. Buffer è un’app che permette di condividere post a un orario stabilito e avere delle statistiche su retweet, favorite, like e click sui link che ogni post riceve. Su 19 post, LinkedIn ha raccolto 297 click, mentre Twitter 250. Il dato è ancora più interessante se pensate che su LinkedIn ho poco più di 1.000 contatti e su Twitter oltre 2.700 follower. Non a caso, quanto a interazioni il risulato è 19 a 2 in favore di Twitter. Per altro, uso tutti i giorni Twitter mentre praticamente non uso mai LinkedIn.

Avevo letto a settembre un post di Cameron Yuill su Venturebeat che spiegava come la mossa di Twitter di bloccare il re-post automatico dei tweet su LinkedIn sia un’operazione che rischia di ritorcersi contro Twitter stesso. Il succo del discorso era che da quando Twitter ha disabilitato l’invio dei tweet su LinkedIn, l’uso del bottone per condividere su LinkedIn è cresciuto. Perché la gente tende a condividere articoli interessanti per il proprio lavoro su LinkedIn come prima scelta. E soprattutto perché il pop up di LinkedIn permette di inviare il post anche su Twitter. Jeff Haden su Inc.com ha raccontato lo scorso aprile la propria esperienza, giungendo alla stessa mia conclusione: la gente clicca di più sui link condivisi tramite LinkedIn. Come sottolinea Yuill però la cosa importante è che su LinkedIn la gente non posta qualunque cosa. Di fatto posta link inerenti a un tema. Più facilmente interessanti per chi li legge. Più appetibili per chi deve fare pubblicità.

Nei mesi scorsi LinkedIn ha superato 175 milioni di utenti, oltre un terzo dei quali residenti in America. Twitter ha superato i 500 milioni di iscritti, ma gli utenti attivi dovrebbero essere poco più di 200 milioni. LinkedIn però era ed è rimasto un social network professionale, mentre Twitter per la crescente popolarità del fenomeno è stato invaso dai vip che hanno richiamato utenti da Facebook, snaturando un po’ quello che era il network.

Quelli che prima condividevano su Twitter a prescindere, adesso sembrano orientati a postare su LinkedIn le notizie maggiormente attinenti al proprio lavoro o alle passioni per cui vogliono essere professionalmente riconosciuti. Se è vero che gli head hunter consultano LinkedIn, è lì che la nostra immagine professionale va maggiormente curata.

Il bottone per condividere su LinkedIn è stato installato da oltre un milione di publisher. Se andiamo a vedere su siti come TechCrunch o Mashable pare non esserci partita. La gente condivide tramite Twitter. Quanti davvero però poi cliccano sui link? In fondo la differenza sta proprio qui: la condivisione su Twitter è un’operazione meccanica come il like su Facebook o il +1 su Google Plus. Se il tweet è privo di commento è davvero poco significativo per chi lo legge. Il post condiviso su LinkedIn assume invece un’area di importanza per la nostra attività professionale.

Ho discusso più volte con Silvia Vianello sull’effettivo uso di LiknedIn da parte di noi italiani. Be’ ecco, questo piccolo test che ho fatto sembra dare ragione a lei. Ora mi reinstallo l’app di LinkedIn sull’iPhone.