Lightning Returns è la terza e ultima parte del trittico Final Fantasy XIII, iniziato nel 2010 con Final Fantasy XIII e seguito nel 2011 da Final Fantasy XIII-2. Protagonista della vicenda è ancora una volta Lightning, la sempre angustiata e misteriosa guerriera dai capelli rosa. In questo episodio riveste il ruolo della salvatrice, una sorta di super eroina inviata dalla Dea della Luce Bhunivelze con il compito di traghettare le anime delle persone nel nuovo mondo, prima che quello attuale venga distrutto dal Caos, il flusso oscuro che sta divorando e corrompendo uomini e città intere. Una vera e propria lotta contro il tempo: precisamente ci saranno solo 13 giorni a separare il mondo dall’ineluttabile apocalisse.

Sulla terra sono rimasti solo quattro centri urbani principali, dove la bella protagonista dovrà recarsi per attingere le anime da salvare. Lo scorrere del tempo sarà però una componente fondamentale nell’economia del gioco, e infatti ogni missione secondaria e primaria sarà legata a degli orari ben precisi. Il giocatore dovrà dunque fare molta attenzione all’orologio e cercare di essere puntuale. La presenza del tempo è un elemento ludico molto interessante ed originale, ma alcuni giocatori poco pazienti potrebbero vederla solo come una inutile scocciatura.

Il combat system è l’aspetto sicuramente meglio riuscito: praticamente identico nella forma ai capitoli precedenti, fatta eccezione per la presenza di un solo personaggio da gestire. A mitigare il limite numerico ci pensano gli asset, ovvero dei ruoli che Lightning può vestire durante gli scontri e il cui equipaggiamento e abilità sono personalizzabili. Manca invece il Cristallum, e non esiste un vero e proprio sistema di crescita, visto che le statistiche incrementano in maniera automatica portando a termine le missioni. Una scelta un po’ azzardata, forse, che restringe notevolmente il ventaglio di sviluppo del personaggio. Dal punto di vista grafico, siamo di fronte ad un prodotto mediocre, ma che mostra alcuni piccoli miglioramenti rispetto al passato nella modellazione poligonale dei personaggi principali.

Lightning Returns: Final Fantasy XIII è un prodotto con delle buone idee ma mal sfruttate – come le dinamiche legate al tempo – e senza una precisa identità. Interessante la possibilità di personalizzare fino a tre asset per rendere i combattimenti molto più strategici e variegati, ma il tutto si infrange contro la totale assenza di un vero e più articolato sistema di crescita. Chi ha giocato ai primi due capitoli non ha motivo per farsi sfuggire questa parte conclusiva, ma gli altri possono benissimo puntare su altri Jrpg.