In genere se un sistema è open source vuol dire che non si paga, che è free, che può essere scaricato, usato e anche modificato da chiunque. In alcuni casi però la realtà contraddice questo senso comune. Nella storia che vi stiamo per raccontare è Microsoft la protagonista, un’azienda che, attraverso un bel po’ di pressioni su un gran numero di industrie che operano nel mercato mobile, è riuscita a strappare accordi molto remunerativi sulle licenze per l’uso di Android.

Cerchiamo di spiegare cos’è successo partendo dalla vicenda LG: questa azienda produce dispositivi Android. Adesso dovrà pagare a Microsoft una specie di royalty per ogni dispositivo venduto con questo sistema open, in cambio otterrà delle licenze per usare i brevetti di Redmond.

Un bel colpo da parte di Microsoft se si pensa che LG occupa il 21 per cento del mercato statunitense dei dispositivi mobili.

Finora in più la Microsoft è riuscita a strappare accordi simili a più della metà delle società che producono e distribuiscono smartphone Android. In particolare si è “accordata” con Velocity Micro, Android Quanta, Samsung, Dynamics Itroniz, Viewsonic, HTC, OnkyoCorp, Acer, Compal Electronics e Wistrong.

Le uniche grandi realtà a non aver ancora ceduto alla tentazione sono Amazon, Huawi, Barnes&Noble e la Motorola, azienda con la quale Google cerca di reagire a questo attacco al suo cuore pulsante.