Esiste un premio letterario in Giappone, dedicato allo scrittore Shinichi Hoshi, che alla sua terza edizione ha visto partecipare 11 racconti scritti da intelligenza artificiale, uno dei quali passando addirittura la prima selezione.

Shinichi Hoshi è stato uno scrittore di fantascienza; è importante saperlo, poiché è proprio per questo motivo che il concorso per opere letterarie in suo onore è aperto a qualsiasi creatura, anche non appartenente alla razza umana (come animali, alieni ed ovviamente intelligenze artificiali), purché sia scritto in lingua giapponese. È la figlia dello scrittore a dichiararlo, con queste parole: “Ho voluto che il premio stesso/la competizione fosse fantascientifica. Dopotutto, se non riesce ad espandere l’immaginazione del pubblico, qual è lo scopo di svolgere una competizione sul tema sci-fi?” .

Per questo motivo è stata data la possibilità a due squadre composte da un umano ed un computer di partecipare alla gara letteraria, che ha visto comparire 11 romanzi scritti da AI su 1.450 scritti. Complici gli organizzatori del concorso, che però non hanno rivelato alla giuria che alcuni degli scritti erano stati in realtà elaborati da un’intelligenza artificiale, per non influenzare la scelta.

Nonostante l’aiuto umano nel fornire ai programmi di scrittura una trama, il tema e lo sviluppo dei personaggi, sono gli stessi computer ad aver scritto il testo, combinando frasi già scritte da persone o parole e combinarle.

Uno dei romanzi è riuscito a passare la prima selezione del premio, rendendo quindi evidente un’ulteriore conquista dell’AI. Il Japan News ha pubblicato un estratto della composizione, intitolata “La giornata in cui un computer scrive un romanzo”.

Mi contorcevo di gioia, che ho sperimentato per la prima volta, e ho continuato a scrivere per l’eccitazione. La giornata in cui un computer ha scritto un romanzo. Il computer, ponendo la priorità sulla ricerca della propria gioia, ha smesso di lavorare per gli esseri umani.