Sono già passati tre anni dal primo rilascio di LibreOffice, che sanciva il distacco della comunità da Oracle e OpenOffice.org — non più mantenuto, finché i sorgenti non sono stati donati ad Apache. Italo Vignoli, celebrando l’anniversario di sabato scorso, ha elencato le novità dell’ultimo aggiornamento che sono particolarmente appetibili per gli utenti di Windows (ma anche per quelli di iOS o Android). La suite consente di sostituire Microsoft Office, senza correre il rischio di non riuscire a gestirne i formati di documento.

I miglioramenti all’interfaccia per Windows 7 e Windows 8 od 8.1 permettono d’integrare tutte le caratteristiche dei due sistemi operativi con LibreOffice 4.2: aumenta la compatibilità bidirezionale con OOXML (Office Open XML) ed è introdotto uno strumento che permette di bloccare la configurazione della suite, utilizzando i Group Policy Object in Active Directory. La versione per Mac OS X, inoltre, include un nuovo filtro d’importazione da Apple Keynote. Infine, Impress Remote Control sarà presto disponibile via iTunes per iOS.

LibreOffice è davvero un’alternativa credibile a Microsoft Office: l’attenzione all’accessibilità, grazie alla nuova tecnologia IAccessible2 di IBM, completa l’offerta della suite gratuita e open source. Non ne sei ancora convinto? Sappi che la Regione Umbria ha risparmiato 228.000€, nel passaggio. Che tu sia un professionista o abbia un’impresa, LibreOffice può farti risparmiare tempo e denaro… offrendoti tutto ciò che ti serve per la produttività. È proprio una risorsa strategica nella tua gestione dei documenti ipertestuali.

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