Italo Vignoli ha annunciato il rilascio di LibreOffice 4.1, un aggiornamento incrementale della popolare suite open source per la produttività disponibile su Windows, Mac OS X e Linux. Le novità non sono visibili quanto quelle della versione precedente, ma migliorano il supporto ai formati proprietari di Office. Purtroppo, molti s’ostinano a salvare i documenti in Office Open XML (OOXML) o addirittura con le estensioni deprecate dalla stessa Microsoft e LibreOffice 4.1 aiuta ad aprirli e modificarli, senza incontrare “intoppi”.

L’interoperabilità con Microsoft Office è un aspetto importantissimo, ma le nuove funzioni della versione 4.1 non sono certo limitate a un migliore supporto di OOXML e affini. Chi dovesse realizzare una presentazione, ad esempio, potrebbe integrare delle gallerie d’immagini da inserire nelle proprie diapositive. Finalmente, LibreOffice 4.1 adotta gli embedded font — su Writer, Calc e Impress che equivalgono a Word, Excel e PowerPoint. Non meno importante, Writer introduce la rotazione delle immagini inserite nei documenti a 90°.

Perché scegliere LibreOffice 4.1 – volendo, pure su Windows – anziché continuare a utilizzare Office 2013 od Office 365? Beh, non è giusto una «questione morale». The Document Foundation (TDF) segue i principi dell’open source e implementa gli standard di OpenDocument Format (ODF) che sono supportati dalla maggioranza delle suite e delle piattaforme online, incluse quelle proposte da Microsoft. Aspettando che arrivino una versione per Android e una in HTML5 e JavaScript, la 4.1 garantisce la migliore interoperabilità di sempre.