Perché ho scelto di parlare di Liberidimuoversi nel mio primo post su TechLeonardo?
Semplice, perché Liberidimuoversi è molto più che una app, molto più che una piattaforma e una startup digitale. Siamo di fronte ad un vero e proprio progetto di comunicazione social a beneficio della comunità. Ed è tutto italiano.

Andiamo per ordine. Di cosa stiamo parlando?

Liberidimuoversi è sia una app mobile (disponibile per iOS e per Android) che una piattaforma web che permette agli utenti di segnalare e visualizzare, geolocalizzandoli, luoghi pubblici con barriere architettoniche.

Cosa si intende per barriere architettoniche?

Un dislivello, una porta a trazione, la mancanza di un corrimano, bagni non attrezzati e molto altro ancora. Anche cose che i normodotati non hanno mai visualizzato come ostacoli. Per esempio: il gradino di un marciapiede troppo alto!

Come segnalare?

L’applicazione permette di segnalare, identificandoli con una semplice descrizione, geotag e foto, i luoghi come accessibili, parzialmente accessibili, non accessibili. Questo genera una mappa interattiva dei luoghi vivibili e non per i disabili ed i loro accompagnatori.
Liberidimuoversi rende il mondo migliore. 
Questo in due parole l’incredibile aspetto vincente di questo progetto. Ho sempre pensato che la tecnologia e il digitale, dopo un dovuto, ed urgente, sdoganamento delle risorse e dell’ accessibilità alla rete (non a caso il termine accessibilità, delle risorse, torna anche qui, e fa il paio con democrazia, futuro e sviluppo) avrebbe dovuto tendere ad una funzione sociale.

Migliorare la vivibilità dei luoghi e delle esperienze, attraverso l’interazione facilitata delle relazioni, dell’uomo con l’ambiente e degli uomini tra di loro. Sarà forse per questo che subito dopo il lancio del progetto, l’onorevole mission di Liberidimuoversi è stata sposata dalla community online e ha generato un buzz sui social dirompente.

Vi basterà dare un occhio all’hashtag #Liberidimuoversi su Twitter per rendervi conto di come questa idea assolutamente rivoluzionaria, anche e soprattutto nel suo modo di essere comunicata, abbia raccolto l’affetto di influencer e persone comuni.

La chiave di volta è stata quella di presentare Liberidimuoversi come una cosa di tutti e di mettere nelle mani della comunità online, delle persone, la riuscita del progetto. Come a dire Vi diamo uno strumento per fare qualcosa di utile, con la tecnologia, la rete ed il passaparola. Ora sta a voi.

Prendano appunti tutti coloro che da qui ai prossimi mesi si occuperanno di progetti per smart city, open gov, open data e agenda digitale
Nulla riuscirà appieno se non si rendono i cittadini, prima che gli utenti, in grado di essere co-creatori di azioni innovative (che diano prima di tutto soluzioni a reali e primari bisogni) e protagonisti responsabili della loro comunicazione e del loro successo.