Evernote è uno dei prodotti web più conosciuti e di maggior successo, parte della quotidianità di milioni di utenti in tutto il Mondo. La sua storia, le sue scelte strategiche, il suo prodotto, sono particolarmente interessanti da studiare per tutti coloro che vogliano muoversi nel mercato del web. A LeWeb capita di incontrare il suo CEO Phil Libin prima di vederlo sul palco e poi di prenderci un caffè insieme.
Evernote (qui come usarlo per realizzare un progetto) è nato come progetto freemium: se vuoi puoi usarlo gratuitamente, ma se vuoi features avanzate e performances migliori diventi “Utente Premium” e paghi per il servizio. Nel tempo l’azienda ha aperto una seconda linea di revenues, sempre legata alla tipologia di account, questa volta rivolta alle aziende, che hanno esigenze differenti da quelle di un privato: gli account Business. Infine, ha lanciato l’Evernote Market: sezione del portale nella quale vengono venduti prodotti fisici brandizzati Evernote: dai quaderni, ai blocknotes, alle calze.
Phil ha rivelato che la prima linea di revenues ha impiegato 16 mesi prima di andare in attivo. Gli account business invece hanno avuto bisogno di 5 mesi per andare in attivo. L’Evernote Market ha dovuto attendere soli 30 giorni per vedersi completamente ripagato. “Questo dimostra – racconta Phil – quanto sia tutto in discesa una volta costruita la community“. Quando Evernote aveva poche centinaia di utenti, la strada verso il break-even è stata di oltre 1 anno. Nel corso dell’anno Evernote ha costruito la sua credibilità e la sua community, aprendo di fatto un canale diretto con milioni di persone. E così, quando Phil ed il gruppo hanno deciso di lanciare un’iniziativa apparentemente molto slegata dal modello Evernote, come il Market dove vendere prodotti fisici, il terreno era già fertile. “È più importante – sentenzia Phil – che tu sia attivo su Evernote, piuttosto che tu paghi Evernote“. Perché prima o poi il modo di farti pagare lo si trova. E infatti, ben il 51% degli acquisti fatti sul Market sono fatti da utenti free.
Davanti ad una tazza di caffè francese gli ho domandato come sia sorta in lui l’idea di lanciare una linea di prodotti fisici, quando il business di Evernote (qui trovi i consigli per il suo utilizzo) è basato su servizi e modelli freemium. Phil mi ha risposto che la ragione di esistere di Evernote non è permettere alla gente di prendere appunti tramite software: è aiutare le persone ad assimilare conoscenza. Il primo passo è stato il tool software, ma lo stesso obbiettivo persegue la linea di prodotti fisici. Evernote vuole legare il suo grand a tutto ciò che aiuta la conoscenza, dai quaderni alle penne. Gli ho chiesto come i calzini possano aiutare la conoscenza: ride.
L’Evernote Market è stata una scelta sicuramente coraggiosa, quanto dannatamente azzeccata: prima del lancio del Market, le revenues di Evernote provenivano per l’89% dagli account Premium, e per l’11% dagli account business. Oggi, a tre mesi dal lancio del Market, le percentuali dicono: 61% delle revenue dagli account Premium, 9% dagli account business, 39% dal Market. Un successo.
a cura di Guido Arata