A LeWeb (clicca qui per leggere la news su Evernote) non poteva mancare sul palco Google, rappresentato da Bradley Horowitz, VP of Product di Google Plus (clicca qui per conoscere tutti i numeri di Google Plus). Ad intervistarlo il fondatore di LeWeb, Leic Le Meur.

Come potrete immaginare Horowitz è stato fin da subito incalzato riguardo al fallimento di Google Plus, l’ennesimo della schiera di prodotti social annunciati e lanciati da Google negli ultimi anni. Ma Horowitz ha mostrato grande tranquillità a riguardo: “Mi sorprendo quando sento queste cose, Google+ è un prodotto live da poco più di 2 anni, non è appropriato parlare di fallimento dopo così poco tempo”. E siccome il tema di LeWeb13 è “I prossimi 10 anni: cosa accadrà”, ha scherzato dicendo: “Tra 10 anni Google Plus sarà una superstar”.

Horowitz non si è limitato a queste previsioni da grande alchimista, bensì è sceso nei dettagli del perché questo accadrà, ma con i giusti tempi. Google Plus (leggi qui come aumentare i tuoi followers su G+) non è un prodotto che si contrappone a Facebook: non è un servizio che si esaurisce dietro ad un dominio. Google Plus diventerà parte di un ecosistema che Google sta creando, e che avvolgerà l’utente.

Un esempio? Il nuovo formato di ADS lanciato da Google AdWord: sui siti web negli spazi dove oggi compaiono banner e video pubblicitari, compariranno status G+ di Pagine di brand. E, direttamente dal sito dove compare questa “nuova” pubblicità, potremo interagire con lo status: commentare, ri-pubblicare, mettere G+, leggere status correlati.
Il concetto è simile ai post sponsorizzati delle Pagine Facebook. Con la piccola differenza che Facebook li mostra nel newsfeed, mentre Google può permettersi di mostrarli nelle pagine web di milioni di siti web terzi.

L’intervento di Horowitz ha mostrato chiaramente la strategia di Google, che è consapevole di essere arrivato troppo tardi nel mondo social per presentare “il” prodotto social disruptive. Ma è altrettanto consapevole di aver costruito negli anni un ecosistema che permea l’esperienza utente in ogni sua diramazione: search, mail, smartphone, video, advertising. E quindi fa leva qui, sull’ecosistema, che opportunamente ritoccato può ospitare elementi e prodotti social. L’ecosistema farà la differenza, e Google sembra avere le idee molto chiare su come sfruttarlo per portare – lentamente – l’utente ad addentrarsi sempre più in Google Plus, accompagnarcelo per mano, passo dopo passo.

Di Guido Arata

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