Una cosa è certa: né agli impiegati, né tanto meno ai dirigenti di Motorola ha fatto piacere l’acquisizione da parte dei Cinesi di Lenovo — che ha comprato la società da Google per $2.91 miliardi. Tu accetteresti di trasferirti in Cina? Dennis Woodside, ex CEO di Motorola Mobility, non ne ha alcuna intenzione ed è per questo che al contrario di Hugo Barra a partire dal mese di marzo sarà il COO di Dropbox. Due realtà tanto diverse, che non hanno nulla in comune se non soltanto una app per Android… e, quindi, sono molto curioso.

Perché uno che produce smartphone dovrebbe andare a dirigere una società di cloud storage? Non fraintendermi, non penso che siano dei business agli antipodi… e sarei più stupito di vedere Woodside in un caseificio. Ma Dropbox non ha mai trattato hardware, finora: scommetto che c’è dietro qualcosa. I servizi dell’azienda oggi puntano soprattutto ai professionisti o alle imprese e – parlando di data center – il ruolo dei server è strategico. Che vogliano investire sul BYOD (Bring Your Own Device)? Non lo escluderei con leggerezza.

Pensaci. Un domani, dalle PMI alle multinazionali, i data center saranno esternalizzati per risparmiare: Dropbox fornisce tutti gli strumenti adatti a gestirli da remoto, ma non propone una soluzione di cloud computing che permetta d’installare delle app e amministrare i dispositivi dei dipendenti — come fa BlackBerry coi Secure Workspace. L’assunzione di Woodside da Google potrebbe aprire Dropbox al BYOD oppure non avere un significato preciso, se non quello di restare negli Stati Uniti. Io, però, scommetto che un senso lo ha.

Photo Credit: Leonardo Anderson via Photo Pin (CC)