Come abbiamo avuto modo di notare in tante occasioni, l’uso dei social network ed in particolare l’uso di Twitter, è stato provvidenziale per mettere ordine nel caos durante alcuni momenti troppo densi per la vita sociale. Facciamo il caso del terremoto ma ci sono esempi più recenti. 

In alcuni casi, la reticenza ad usare i moderni strumenti di comunicazione e l’ostinazione nel seguire sempre la stessa strada, quella degli annunci vocali o audio, può generare situazioni di caos e panico. Ecco cosa è successo martedì a Milano, città in cui lo sciopero dei mezzi pubblici ha creato enormi disagi.

Lo sciopero doveva garantire almeno due fasce di garanzia:una fino alle 8.45 del mattino che avrebbe dovuto in pratica consentire ai cittadini di recarsi a lavoro e una a partire dalle 15 fino alle 18 per disciplinare il rientro a casa.

Peccato che poi sotto alla metro si siano accumulati i problemi. In primo luogo diciamo che ci sono state circa 20 mila persone coinvolte nel disagio che hanno ascoltato ripetutamente degli annunci audio che indicavano, durante la fascia di garanzia, prima problemi alla rete elettrica e poi problemi collegati al malore accusato da un utente della metro.

Se ci fosse stato Twitter, questa è la riflessione, le informazioni sarebbero state più ordinate e probabilmente anche il traffico avrebbe preso un’altra piega.