La ricostruzione post-sisma è una delle manifestazioni eclatanti delle speculazioni, degli episodi di corruzione e di malaffare che si verificano nel nostro Paese. È questa al denuncia degli hacker che hanno lavorato al progetto Aquileaks, giunto finalmente al proprio debutto negli scorsi giorni.
Sono stato all’hackmeeting di l’Aquila dove fu presentato il progetto lo scorso giugno. Da lì scrissi per Wired.it un articolo su tutti i problemi legati ai progetti messi in campo per rimettere in piedi la città dopo il terremoto di quattro anni fa. L’obiettivo di Aquileaks è denunciare presunte “speculazioni e segreti sulla mancata ricostruzione” offrendo alle persone uno strumento per divulgare informazioni.
Il progetto è stato creato sulla base di Globaleaks, un framework open source sviluppato da tre hacker italiani.
Vi lascio alla presentazione del progetto scritta dagli stessi autori e al video teaser. Diffondere equivale ad hackerare un po’.
Come singoli individui spesso siamo impossibilitati a portarli [episodi di corruzione e di malaffare, ndr] all’attenzione di tutti perchè gli strumenti tradizionali che abbiamo a disposizione ci esporrebbero a rischi che non sempre siamo in grado di sostenere.
Il progetto Aquileaks metterà a disposizione della cittadinanza una piattaforma che permetterà di porre all’attenzione pubblica qualsiasi contributo utile a smascherare i giochi di potere e i grandi interessi economici che ruotano attorno alla città.
Ad oltre 4 anni dal sisma, i problemi di questa città sono molteplici e variegati: Aquileaks contribuirà a per rompere il muro di silenzio ed indifferenza.
È una scelta politica di Aquileaks quella di non dare spazio e diffusione a quelle notizie che alimentano il mero pettegolezzo, la “guerra tra poveri” e la delazione.
Usando AquiLeaks, le pubblicazioni arriveranno direttamente a una rete di attivisti locali e di giornalisti già impegnati sul territorio, che potranno utilizzare i leaks come fonte per operare una corretta e più completa informazione sulla città
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