Qual è la nazione mondiale più presente sul Web? un po’ di anni fa la risposta da dare era semplice “gli Stati Uniti”, e subito dietro (con un bel distacco) i paesi dell’Europa, ma oggi le cose sono cambiate, l’economia è in mano al popolo cinese e ad altri paesi emergenti che prima erano considerati “terzo mondo”, e di conseguenza questa esplosione economica ha coinvolto anche la rete e il mondo dell’informatica in generale.

La popolazione cinese che utilizza la rete web quotidianamente sta per superare la sbalorditiva cifra di 500 milioni di utenti connessi, e questo preoccupa sempre di più le autorità cinesi che hanno sempre cercato di arginare il flusso d’informazioni provenienti dal resto del mondo con politiche restrittive, ma le autorità di Pechino incominciano ha capire che diventa sempre più difficile tenere sotto controllo il mondo d’internet.

Secondo una statistica elaborata dal China Internet Network Information Center, risulta che il numero di cibernauti cinesi ha raggiunto i 485 milioni, ma quello che preoccupa di più il governo cinese è che oltre 130 milioni, circa il 27%, provengono dalle zone rurali.

La Cina è consapevole che internet offre numerose possibilità di lavoro “L’industria d’internet è diventata sempre più importante” ha commentato un esponente del governo, ma allo stesso tempo questo flusso di notizie fa paura per possibili rivolte sociali.

Il web cinese piace molto anche alle grosse realtà Americane, non ha caso anche il grande Mark Zuckerberg creatore di Facebook ha incontrato i vertici di Baidu (Google cinese) per la collaborazione di una creazione di un social Network Cinese.

Ma in Cina internet è utilizzato sopratutto come un “forum” sul quale i cittadini tentano di esprimere le loro opinioni, “tentano” perché la censura del governo è spietata, attentamente il web cinese filtra con un blocco tutti i social network più famosi come Facebook,Twitter e ma anche YouTube, la censura è effettuata attraverso sofisticatissimi software (La Grande Muraglia di Fuoco) e tramite l’utilizzo di veri e propri poliziotti della rete che navigano tutto il giorno sulla rete segnalando alle autorità notizie su argomenti politicamente sensibili.

Non si riesce a capire come il governo Cinese possa monitorare, con la censura uno strumento su cui le sue aziende (in maggioranza di materiale elettronico) basano il loro business.