Sono passati 50 anni da quando Gordon Moore, co-fondatore di Intel, ha formulato la famosa legge di Moore. E’ proprio grazie a questa strabiliante intuizione se oggi, nelle nostre tasche, abbiamo smartphone o tablet più potenti dei computer che utilizzavamo circa dieci anni fa.

La tecnologia ha fatto passi da gigante e la legge di Moore, che compie 50 anni, ha tracciato la strada del mondo dell’informatica. Formulata nel 1965 e pubblicata sulla rivista Electronics Magazine, l’intuizione del co-fondatore di Intel, Gordon Moore, ha posto le basi per raggiungere le attuali innovazioni in campo tecnologico. Smartphone e tablet hanno invaso il mercato e sono andati, progressivamente, a sostituire i classici computer portatili. Sempre di più, di fatto, la tecnologia ha aumentato notevolmente le proprie potenzialità e diminuito le dimensioni. Prova di questi notevoli avanzamenti sono i computer indossabili, Internet delle Cose e i robot di ultima generazione in grado di prendere decisioni in propria autonomia.

Legge di Moore: come ha cambiato l’informatica

Nel 1965 la legge di Moore ha stabilito che il numero dei transistor su un circuito integrato sarebbe raddoppiato ogni anno. Il co-fondatore di Intel, tuttavia, nel 1975, elaborò la versione corretta e definitiva: “ogni due anni”. In poche parole, la legge di Moore sostiene che la capacità computazionale dei computer aumentata in modo esponenziale nel tempo.

Negli ultimi anni, in particolare, i chip si sono ridotti sensibilmente in termini di dimensione, sono aumentate le performance e i costi si sono abbassati. Tuttavia, se da un lato i processi produttivi hanno fatto enormi progressi, dall’altro ci si trova ad aver quasi raggiunto determinati limiti fisici e anche economici. Se fino ad oggi è stato utilizzato il silicio per la produzione di processori, in futuro si stima che verranno utilizzati nuovi materiali come grafene o nanotubi di carbonio. Allo stesso tempo, i classici computer potrebbero essere completamente sostituiti da computer quantistici o sistemi neurali.

La legge di Moore ha permesso all’informatica di progredire rapidamente e, negli ultimi 10 anni, a ridurre il consumo di energia. Infatti, le prestazioni che venivano offerte da un computer desktop di circa 15 anni fa, oggi sono disponibili all’interno dello smartphone che utilizziamo quotidianamente.

Cosa ci aspetta il futuro?

Di fatto, nessuno può prevedere per quanti anni ancora la legge di Moore sarà valida, tuttavia l’intuizione del co-fondatore di Intel ha portato a vere e proprie innovazioni nel modo di produrre le componenti degli attuali computer, aumentando sempre di più il livello di miniaturizzazione e diminuendo sensibilmente i consumi di energia.