Sarà una doccia fredda per i dipendenti di Microsoft, dopo l’entusiasmo che ha accolto le parole di Satya Nadella sul futuro della multinazionale: la fusione con Nokia provocherà il taglio più grande degli ultimi cinque anni — con almeno 6.000 licenziamenti. Nel 2009, infatti, erano stati licenziati 5.800 impiegati e (completata l’acquisizione) la forza-lavoro della società ha raggiunto le 127.104 risorse. È un numero sproporzionato alle reali necessità dell’azienda, che andrà obbligatoriamente ridimensionato nei mesi a venire.

Nonostante Microsoft abbia mantenuto tutti i progetti di Nokia, inclusa la gamma X2 con Android [vedi gallery], Bloomberg sostiene che ad andarsene saranno sia i dipendenti della società finlandese che quelli di Xbox: Nadella non intende abbandonare la console, ma potrebbe essere liquidato il gruppo attivo nel Regno Unito. L’obiettivo è la riduzione dei costi in previsione del 22 luglio quando sarà presentata agli azionisti la situazione fiscale prevista per il quarto trimestre dell’anno. I dividendi, comunque, sono in crescita.

La posizione dei dipendenti non è delle migliori, se gli esuberi raggiungeranno le cifre di HP nel 2012 — quando Meg Whitman è stata costretta a tagliare 16.000 impiegati. Nadella ha il dovere di superare il fatturato da record che Steve Ballmer aveva garantito a Microsoft e il +13% ottenuto a Wall Street nel corso dell’anno non parrebbe sufficiente: ieri, sull’onda delle dichiarazioni del CEO, il titolo ha chiuso in rialzo di un punto percentuale. I licenziamenti sono inevitabili, ma quanti saranno costretti a cambiare lavoro?

photo credit: Northsky71 via photopin cc