Tutti i governi hanno trovato un sistema per applicare un qualche tipo di censura ad internet. L’ultima novità in materia arriva dalla Russia dove una legge antipedofilia rischia di mettere il bavaglio alla rete. Da giovedì, anche in Russia, qualcosa è cambiato.

Giovedì è stato un giorno assolutamente epocale per la storia di internet in Russia perché è entrata in vigore una legge che consente di combattere la pedopornografia su internet. Questa normativa prevede che un’agenzia, controllata dal governo, per tutelare i minori, possa bloccare i di siti web che al loro interno hanno pubblicato informazioni illegali.

Il blocco del sito avviene tramite l’indirizzo IP del sito che è inserito all’interno di un registro, una specie di black list. Il problema è che il monitoraggio dei contenti su internet, determinerà il blocco dei siti che contengono materiale pornografico, ma anche di quelli che sono poco compiacenti del governo.

Una legge, quella russa, che ricalca da vicino, la legge proposta dal parlamento italiano. La censura, però, se in Italia provoca diverse proteste, vedi ad esempio quella di Wikipedia, in Russia è meglio digerita. Il registro unico serve a far sì che un sito bloccato in una regione sia inaccessibile su tutto il territorio russo.