Gli eReader sono anacronistici, grazie a iPad: è una parafrasi della conversazione avuta tempo fa con una collega che metteva in dubbio la sopravvivenza degli eReader, con l’emergere dei tablet. Ero scettico allora e lo sono anche oggi, a poche ore di distanza dall’annuncio di Amazon che rinnova la gamma dei Kindle col nuovo Paperwhite. Ho già acquistato l’ultimo Nexus 7 e dovrei darle ragione, se non conoscessi una realtà diversa da quella della stampa specialistica cui pure appartengo. Kindle è tuttora un marchio di successo.

Lo so, non è la prima volta che racconto questo aneddoto: salendo sul treno dei pendolari che raggiungono Milano per lavorare o studiare, il device più diffuso è proprio il Kindle. L’ho consigliato alla mia ragazza – che n’è pienamente soddisfatta – e lo rifarei. Amazon ha migliorato le specifiche di Paperwhite, al prezzo di $119 per la versione WiFi e $189 per WiFi+3G, rispondendo alle esigenze di quanti non hanno bisogno dei tablet. È una “visione” realistica che mi spinge a preferire Bezos al nuovo conclamato eponimo di Jobs.

Chiamato ogni giorno a recensire le ultime innovazioni, anch’io esaspero i toni del dibattito: giudico «obsoleti» dei sistemi operativi, perché è uscita un nuovo rilascio. È il mio lavoro. Mi piace pensare, però, che non esistano soltanto i numeri di versione. Il nuovo Kindle Paperwhite arriva con MatchBook, che permette agli utenti d’acquistare a un prezzo “stracciato” o avere gratuitamente l’equivalente digitale dei libri acquistati su Amazon. Forse, non riproduce i contenuti in 4K… ma in Italia sarebbe e sarà un’ottima idea.

Photo Credit: Yuya Tamai via Compfight (CC)